Despar lancia il brand "Free From" per chi ha intolleranze alimentari
È iniziato il conto alla rovescia per il lancio di Despar Free From, il nuovo brand con cui il gruppo distributivo affronta il mondo dei prodotti per consumatori che hanno intolleranze alimentari.
«Riteniamo che vi siano grandi opportunità sia perché si tratta di un mercato emergente, sia perché, secondo i nostri studi, i numeri relativi agli intolleranti sono sottostimati. Crediamo che il miglioramento delle tecniche di diagnostica avrà ripercussioni importanti sul settore», spiega Antonino Gatto, presidente di Despar Italia. Dunque, si sta delineando un nuovo universo di consumatori, con esigenze nutrizionali specifiche e con bisogni precisi da soddisfare. Un ottimo terreno di conquista per le private label che, infatti, stanno lavorando in modo sempre più intenso in questa direzione.
Despar ci ha lavorato 18 mesi: è partita da uno studio per individuare le caratteristiche e le esigenze di questo complesso universo e si è poi deciso di creare un marchio-ombrello che raccogliesse tutti i prodotti destinati a ogni tipo di intolleranza alimentare, a partire da quelle al glutine, al lattosio e all'uovo (ma in futuro ci saranno anche i dietetici ). «Crediamo che le marche commerciali siano un'opportunità per i consumatori che soffrono di intolleranze alimentari, a cui offrono un ottimo rapporto qualità/prezzo e un alto livello di prestazioni e servizio» aggiunge Gatto. Anche se le linee-guida arrivano da Spar Austria, i prodotti sono stati selezionati in base ai requisiti di italianità, nella formulazione e nel sapore. Determinante anche che avessero le stesse caratteristiche organolettiche dei prodotti convenzionati. In tutto sono 30 referenze (alcune bio) appartenenti a 15 categorie, dal grocery ai surgelati, ai freschi, che offrono tutte le merceologie più richieste, quelle che rappresentano il 90% del mercato attuale. I consumatori li troveranno a scaffale con un prezzo del 25-30% inferiore rispetto ai prodotti per intolleranti a marca industriale. Ma l'obiettivo è più ambizioso: cogliere i bisogni più latenti dei consumatori e soddisfarli con 20-30 nuove referenze ogni anno.(s.a.) ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)