Derivati OTC, crolla il volume nel secondo semestre 2011

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201105/banca_regolamenti_internazionali.jpgIl volume degli strumenti finanziari derivati scambiati sul mercato over the counter (OTC), ovvero sulle piattaforme non regolamentate, è sceso del 10% nella seconda metà dello scorso anno. A rivelarlo è l’ultimo studio della Banca dei Regolamenti Internazionali, pubblicato mercoledì, secondo il quale il valore complessivo rimane comunque altissimo: pari a 647.760 miliardi di dollari alla fine dello scorso anno. A contribuire al calo (si partiva dai 706.880 miliardi della fine di giugno 2011) sono state soprattutto le contrazioni che hanno colpito gli swap sui tassi di interesse (interest-rate swap, IRS) e quelli sulla possibilità di default sui crediti (credit-default swap, CDS), oltreché i contratti equity-linked.
Al contempo, il gross market value - ovvero il costo che occorrerebbe sostenere per rimpiazzare tutti i contratti esistenti, che fornisce una misura del livello di rischio - è cresciuto del 35%, a quota 27,29 miliardi di dollari. Si tratta di una dinamica causata in particolare dai cambiamenti occorsi nel valore degli IRS, che costituiscono quasi i tre quarti dell’intero mercato dei derivati OTC (pari a 504 mila miliardi al 31 dicembre scorso, per un gross market value di circa 20 miliardi). Nel loro caso ha inciso il rapido aumento della volatilità del mercato obbligazionario europeo registrata proprio nei secondi sei mesi dello scorso anno, a causa della crisi debitoria che ha colpito soprattutto Italia e Spagna.
È utile riflettere, inoltre, sul fatto che l’aumento gross market value risulta il più alto dalla seconda metà del 2008, ovvero uno dei momenti più duri della crisi finanziaria: proprio quando il colosso bancario americano Lehman Brothers falliva clamorosamente, innescando una reazione a catena nell’intero sistema globale.
Da parte sua, l’International Swaps and Derivatives Association, organismo che tutela gli interessi delle società che commercializzano i prodotti derivati, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, spiegando come secondo i calcoli dei suoi tecnici la quota di capitali a rischio nel mercato non supera lo 0,4% del volume di mercato nozionale. Ma la pericolosità dei mercati OTC è nota a tutti, tanto che gli stessi Paesi del G20 hanno cercato negli ultimi anni di mitigarne le possibili ripercussioni sul sistema finanziario imponendo l’utilizzo di casse di compensazione. Per questo gli esperti attendono di poter analizzare i dati disaggregati sulle dinamiche in atto nei prodotti derivati, che la Banca dei Regolamenti Internazionali svelerà però solo nel prossimo rapporto trimestrale, la cui uscita è prevista per il 4 giugno.  ( Fonte: www.valori.it)

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