Derivati OTC, +18% nella prima metà del 2011
Nonostante i tentativi dei regolatori internazionali di limitare gli scambi effettuati sulle piattaforme over-the-counter, ovvero quelle non ufficiali e pertanto difficilmente controllabili dagli organismi di vigilanza, i derivati OTC continuano a suscitare fortemente l’interesse dei mercati. Dopo una fase di sostanziale attesa nella seconda metà del 2010, quando il volume delle compravendite di tali strumenti era cresciuto solamente del 3%, nei primi sei mesi di quest’anno si è assistito ad un nuovo boom: +18%, facendo raggiungere in termini assoluti quota 708 mila miliardi di dollari.
A rivelarlo è il rapporto intitolato “OTC derivatives market activity in the first half of 2011” della Banca del regolamenti internazionali, che sottolinea come tutti i principali strumenti derivati risultino in crescita. A cominciare da quelli sui tassi di interesse (interest rate derivatives), che hanno segnato un +19%. Un aumento di 12 punti percentuali ha interessato invece gli FX derivatives (Foreign Exchange), mentre risulta più contenuto (ma non per questo meno preoccupante) il dato relativo ai Credit-default swap (Cds), ovvero quei contratti che vengono utilizzati per assicurare un investimento contro il potenziale fallimento del soggetto emittente, e che in realtà spesso costituiscono uno strumento di pura speculazione. In questo caso la crescita è stata dell’8%, con un valore di mercato complessivo pari a 1.300 miliardi di dollari.
Gli investitori spregiudicati non si sono fermati neppure di fronte alla grave crisi in cui versano numerosi Stati del mondo: anche i Cds legati ai debiti sovrani risultano in crescita (sebbene siano ancora lontani dai livelli della prima metà del 2010). Non a caso proprio nei prossimi giorni è atteso il via libera del Consiglio europeo (ma dal novembre del 2012) al bando delle vendite allo scoperto e dell’acquisto di credit default swap "nudi" sul debito sovrano. Numerosi investitori, infatti, comprano i CDS senza possedere titoli di Stato da “assicurare”, con evidentemente il solo obiettivo di speculare sul deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie di alcuni Paesi. ( Fonte: www.valori.it)