Credit Suisse, stop alla consegna dei dati di un cliente Usa

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201103/credit_suisse.jpgCredit Suisse non potrà trasmettere i dati di un cliente statunitense alle autorità fiscali del suo Paese. A decretarlo – riporta l'agenzia Bloomberg – è stato il Tribunale amministrativo federale della nazione alpina, con una sentenza dello scorso 5 aprile che è stata pubblicata nella giornata di oggi.

La richiesta di assistenza amministrativa avanzata lo scorso anno dall'istituto di credito, infatti, non può essere accolta perché l'unico reato chiamato in causa è quello di evasione fiscale, che non risulta coperto dal trattato sottoscritto nel 1996 tra i due Paesi. La corte ha dato così ragione al cliente, che aveva fatto ricorso in appello. Per ora, né i rappresentanti del fisco elvetico né quelli della banca hanno rilasciato dichiarazioni in merito. Già nel 2010, in una circostanza simile, lo stesso tribunale aveva bloccato la consegna di dati da parte di UBS. Ad accordare il permesso era stata, alla fine, un'intesa approvata dal parlamento nel mese di giugno dell'anno successivo.

Lo scorso novembre il colosso bancario svizzero aveva avvertito alcuni clienti del fatto che l'Internal Revenue Service aveva richiesto la consegna dei nomi di alcuni clienti statunitensi. Nel terzo trimestre del 2011, inoltre, la banca aveva messo da parte circa 322 milioni di dollari per sostenere le spese legate alle controversie di natura fiscale con gli Usa: ma, stando alle dichiarazioni rilasciate dal Ceo Brady Dougan, tale somma potrebbe non bastare. Attualmente sono undici le società finanziarie elvetiche nel mirino degli inquirenti. Nel 2009 a segnare un precedente di portata storica è stata UBS, che – accusata di aver favorito episodi di evasione fiscale – ha optato per un accordo che prevedeva il pagamento di 780 milioni di dollari e la consegna dei dati su 4.450 conti bancari. ( Fonte: www.valori.it)

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