«Credit crunch, corriamo più rischi oggi che nel 2008»

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201105/uk-banks-telegraph.jpgIl rischio di una recrudescenza del credit crunch in Europa è ancora più grave oggi rispetto al periodo immediatamente successivo al crollo del colosso bancario americano Lehman Brothers. Ad affermarlo è stato ieri Lionel Zinsou, presidente di PAI Partners, uno dei più importanti fondi di capital-investment del Vecchio Continente. I rubinetti degli istituti di credito, dunque, potrebbero presto chiudersi, ancor più di quanto accaduto nel 2008 e nel 2009. Il manager ha sottolineato come i board stiano infatti cercando di ridurre rapidamente le dimensioni dei loro bilanci, e questo potrebbe provocare delle conseguenze molto negative sull’attività economica. «Abbiamo bisogno di banche che funzionino, mentre oggi la maggior parte di loro sono sulla difensiva a causa delle esposizioni nei confronti dei debiti sovrani», ha aggiunto Zinsou. La stessa Morgan Stanley, nei giorni scorsi, ha parlato di un deleveraging da 1.500-2.000 miliardi di euro per gli istituti di credito europei, le cui conseguenze potrebbero manifestarsi proprio in un «brusco credit crunch», soprattutto nelle regioni meridionali del Continente. «C’è il concreto rischio che i mercati bancari in Italia e Spagna possano essere danneggiati», ha concluso la banca americana. E un’analisi del Financial Times, ieri, ha confermato la dinamica: il volume dei prestiti interbancari concessi dai gruppi inglesi alle economie periferiche dell’Eurozona è sceso del 24% nel terzo trimestre del 2011. ( Fonte: www.valori.it)

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