Banche centrali, è corsa all’oro: mai tanti acquisti dal 1972
In periodi di crisi, si sa, l’oro costituisce uno dei principali rifugi per gli investitori. Per questo non ha stupito che il metallo prezioso abbia raggiunto livelli record negli ultimi anni, spinto dal perdurare delle turbolenze sui mercati e dalle difficoltà delle economie occidentali nel tornare a crescere. Ma una spinta decisiva al boom dell’oro è arrivata proprio dalle banche centrali, soprattutto negli ultimi tre mesi. Un’analisi pubblicata questa mattina dal quotidiano economico francese Les Echos, citando i dati del World Gold Council, spiega che gli istituti centrali hanno acquistato nel terzo trimestre del 2011 qualcosa come 148,4 tonnellate di oro (approfittando anche di un relativo calo del prezzo all’oncia). Dal 1 gennaio, il quantitativo raggiunge già oggi 348 tonnellate, e secondo gli esperti potrebbe raggiungere quota 450 entro la fine dell’anno. L’operazione è ipertrofica: basti pensare che un livello tale non si era mai raggiunto dal 1972, anno in cui venne archiviato il sistema di Bretton Woods. A guidarla sono i Paesi emergenti: Cina, India, Russia, Sri Lanka. Ma anche il Messico e la Corea del Sud (quest’ultima non comprava oro da dieci anni). ( Fonte: www.valori.it)