Consumi condivisi business del futuro - di Loretta Napoleoni
Il ristorante in casa non è un'idea nuova. Già vent'anni fa, a Cuba, si potevano gustare manicaretti locali nelle cucine delle famiglie dell'Avana. Ma allora si trattava di un business semi-illegale, i cuochi erano pagati in valuta e sottobanco per non allertare le autorità locali. Oggi la situazione è ben diversa, tanto che questo fenomeno sta prendendo piede un po' ovunque e non solo per motivi economici - un pasto costa meno in casa che al ristorante - ma anche per motivi culturali.
Al turista non basta più visitare i monumenti di una città, vuole conoscerne anche i segreti, il modo di vivere, entrare insomma nel quotidiano. Ed il modo migliore per farlo è sedersi a tavola con chi ci vive. Chi vuole vivere questa esperienza culturale e culinaria allo stesso tempo può farlo accedendo al sito di EatWith, nato, non a caso, in Israele un paio d'anni fa. Questa è infatti una nazione dove l'idea del consumo collaborativo ha subito attecchito, servizi come Airbnb, dove si affitta anche il divano di casa, Car2Go, macchine noleggiate ad ore, o Lyft, un servizio che trasforma la propria macchina in un taxi, sono infatti molto popolari. Tutto ciò spiega perché molte start-up dedicate a questo nuovo settore usano Israele come banco di prova.
Inizialmente il movimento del consumo collaborativo, nel quale rientra il concetto di trasformare la propria casa in un business, era popolare tra i giovani ma ormai vi aderiscono anche i meno giovani. Uno studio condotto in Olanda dal portale collaborative consumption (www.collaborativeconsumption.com), su un campione di 1.330 cittadini di età dai 35 anni in su, conferma infatti che il 43,8 per cento degli intervistati è disposto a partecipare come consumatore ad iniziative di consumo collaborativo ed il 39,1 per cento come promotore o venditore. L'84 per cento poi ha dichiarato di non avere problemi ad usufruire di almeno uno dei servizi menzionati nel questionario, tra i quali c'è anche la condivisione dei giardini adibiti ad orti cittadini.
Al centro di questo cambiamento sociale troviamo l'idea della condivisione e dell'uso temporaneo di prodotti e servizi in contrapposizione al concetto di possesso. Si tratta di una vera rivoluzione socio-economica che sta cambiando il modo in cui un po' tutti noi percepiamo le realtà economiche.
Fonte: www.caffe.ch