Confindustria delusa, la ripresa in Italia è anemica
Con una ripresa "anemica" l'Italia «delude ancora». Mentre «gli Stati Uniti marciano tra stop and go e ora creano posti di lavoro», «Francia e Germania fanno da locomotiva al resto di Eurolandia», e nell'insieme sullo scenario internazionale «la ripresa globale rimane solida» anche se rallenta. L'analisi degli economisti di Confindustria ribadisce la preoccupazione per la crescita italiana troppo lenta in questa delicata fase di uscita da una lunga crisi economica. «Il Pil ristagna, assieme alla produzione industriale». E gli indicatori, dalle attese di produzione a ordini e fiducia dei consumatori, «confermano i segnali di stagnazione», tracciano «una dinamica ancora debole nel breve periodo. Così «dopo il dato del primo trimestre sarà molto difficile andare oltre l'1% di crescita nel 2011». Meno delle stime del Governo, +1,1%, inserite a aprile nel Documento di economia e finanza.
Non è ottimista il quadro tracciato dal Centro studi di Confindustria con l'analisi mensile «congiuntura flash». In Italia, spiegano gli economisti di via dell'Astronomia, oltre a Pil e produzione stagnanti «i consumi sono resi cauti dai timori di disoccupazione, con una Cig che ha smesso di sgonfiarsi». «Si delineano tendenze poco favorevoli per i consumi», anche perchè «la fiducia dei consumatori è diminuita a causa delle accresciute incertezze del contesto economico che incidono sulle prospettive individuali e sui bilanci delle famiglie». Mentre «gli investimenti sono scoraggiati da margini di profitto che sono stati ulteriormente erosi dall'aumento delle quotazioni delle commodity e del costo del lavoro per unità di prodotto».(b.n.)
Fonte: www.gazzettadelsud.it