CONFERMATO KAN: GIAPPONE SULL'ORLO DEL BARATRO.

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza.over-blog.it

I giapponesi hanno confermato Naoto Kan a capo del Partito Democratico e come Primo Ministro, per il Paese del Sol Levante, una sciagura.
 
Certo lo sfidante, Ichiro Ozawa, non aveva grandi qualità e rappresentava una stagione politica che i giapponesi volevano dimenticare, ma la riconferma di Kan potrebbe rivelarsi la scelta peggiore.
 
Il Primo Ministro, infatti, pur essendo in carica da pochi mesi, ha già dimostrato tutta la sua inettitudine, perennemente indeciso e tentennante (i peggiori difetti per un Premier) risulta poco credibile ed il mercato, che ama sempre le certezze, continua ad umiliarlo.
Dal momento del suo insediamento, avvenuto lo scorso giugno, a causa dello scandalo che ha costretto alle dimissioni Yukio Hatoyama, Kan aveva promesso una ripresa dell'economia giapponese aiutata da un tasso di cambio meno sfavorevole dello yen nei confronti del dollaro.
 
In questi tre mesi la moneta nipponica non ha fatto altro che apprezzarsi, mettendo in chiara difficoltà le ditte esportatrici, Toyota in testa, e quando il Premier ha “tuonato” contro gli speculatori “minacciando” interventi diretti, il mercato gli ha risposto con una sonora pernacchia.
 
E' vero che il Pil del secondo trimestre è risultato in crescita del +0,4%, quindi migliore di quanto atteso, ma questo non è un “successo” ascrivibile a Kan, visto che è Premier soltanto da giugno, inoltre, praticamente in tutto il mondo, la ripresa economica è stata superiore alle attese, infine questi sono tassi di crescita da … Italia ... cioè tutt'altro che esaltanti.
 
Staremo a vedere ora, come si concluderà il terzo trimestre, è probabile che il Giappone si confermerà la Cenerentola del mondo. Oggi infatti l'indice della Borsa giapponese è il peggiore al mondo, al momento in cui Kan diventava Premier il Nikkei non solo sopravanzava gli indici di Italia e Spagna, ma anche quelli di Francia e Hong Kong.
 
Ribadiamo che gli operatori finanziari giapponesi sono letteralmente inferociti contro il Primo Ministro, incapace di avviare una vera stagione di riforme ed in balia, a loro dire, della Cina che, in accordo con gli Usa, starebbe così stritolando l'economia giapponese con un abbraccio asfissiante.
 
Personalmente ritengo che queste tesi abbiano più di un fondamento, ovviamente alla base di tutto c'è una estrema debolezza che, per il Giappone, deriva da un debito pubblico spaventoso arrivato al 200% del Pil, quindi non sarebbe facile per nessuno agire con un simile fardello sulle spalle.
 
Era necessario però che il Giappone desse segnali ben diversi al mercato, invece in questi ultimi tre mesi, il suo principale indice di Borsa è il solo ad aver ulteriormente amplificato il proprio ribasso rispetto all'inizio dell'anno, quindi, mentre tutte le altre Borse hanno migliorato le proprie performances, il Nikkei che perdeva il 6,12% lo scorso 5 giugno, è ora in calo del 12,40%.
 
Nel breve periodo riteniamo che le scadenze tecniche del prossimo venerdì 17 possano portare ad un'inversione di tendenza per il cambio dollaro/yen, ma non è difficile prevedere, nel medio lungo periodo, ancora grandi difficoltà per l'economia giapponese.
 
Per l'Italia, e per il mondo intero, l'attuale drammatica situazione economica del Giappone, deve risultare un monito, non si può, e non si deve far lievitare il debito pubblico a livelli che poi non risultano più sostenibili, le conseguenze sono letali.
 
Autore: Giancarlo Marcotti
Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post