Competitività e/o debito pubblico
Stavo controllando i dati della Banca Centrale Europea sull'"indice di competitivà armonizzato", un indice che riassume quanto costa produrre nei vari Paesi europei, calcolato in base al "costo del lavoro unitario", che indica quanto costa il lavoro a parità di prodotto.
I dati sono significativi dal punto di vista economico perché indicano che i cinque PIIGS (in realtà parlerò degli IIGS perché non ci sono dati sul Portogallo, ma analoghi dati su questo Paese indicano che è nella stessa situazione degli altri) sono economicamente nei guai e lo sarebbero anche senza debiti pubblici.
I dati sono qui. Per semplicità ho fatto un grafico che mostra come l'indice di competitività si è evoluto in Italia, Spagna, Irlanda, Grecia e Germania, rispetto alla media europea. Un indice positivo indica una riduzione della competitività, un indice negativo un aumento. Non si tratta di percentuali, anche se il valore dell'indice sottostante non si discosta molto da 100 e quindi il dato percentuale è simile.

Spagna, Grecia e Italia hanno problemi di competitività: il lavoro costa troppo rispetto alla sottostante produttività e quindi non conviene produrre. La Germania è una locomotiva, invece. L'Irlanda sta messa peggio degli altri PIIGS, ma sta recuperando molto rapidamente e presto probabilmente potrebbe tornare ad essere abbastanza competitività. Anche senza la Germania, i PIIGS stanno messi male rispetto al resto dell'Europa.
Ciò indica che le economie dei PIIGS sono in crisi indipendentemente dai debiti sovrani, e che la crisi del debito è l'effetto e non la causa dei problemi, perché la scarsa competitività riduce la crescita e dunque la sostenibilità delle finanze pubbliche.
Interessante che l'Italia abbia perso tutta la competitività prima dell'euro (dal 1997 al 2000) e poi si sia tenuta mediocremente stabile. Ciò mi fa pensare che:
- la bassa crescita dell'ultimo decennio è dovuta al fatto che non conviene investire e quindi la produttività non cresce;
- le riforme degli anni '90 hanno ammazzato la competitività italiana, e nessuna riforma successiva (quali? ehm...) l'ha fatta recuperare;
- la Germania ha cominciato a tirare nel 2001, cosa che mi fa pensare sia merito dell'Agenda 2000 di Schroeder di moderazione salariale;
- il boom dei "dividendi dell'euro" non ha avuto un effetto evidente sulla competitività.
Insomma: meno spesa, meno deficit, liberalizzazioni, riforme per la crescita. La ricetta è sempre la stessa. Ma nessuno la metterà in pratica. ( Fonte: www.linkiesta.it)