" Come mandare due paesi in bancarotta" di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.partitodemocratico.it/imagesfe/Loretta_Napoleoni2637_img.jpgPoco meno di 20 anni fa, nel 1994, Berlusconi entrava in politica. Lo scenario economico, ai tempi, veniva definito devastante: il debito pubblico era il 121% del Pil, il tasso sulle obbligazioni decennali era al 9% (l'inflazione, va detto, ai tempi era al 4,2% mentre oggi è al 2,6%). Lo spread con i titoli tedeschi oscillava tra i 300 ed i 450 basis points, e cioè il 3 ed il 4,5%. Ma le cose andavano molto meglio di oggi: l'economia italiana cresceva al ritmo del 2,2% contro lo 0,6% previsto per il 2011. Il Paese godeva di un avanzo delle partite correnti pari all'1,2% del Pil mentre nel 2011 ci si aspetta un deficit del 3,5%.

Berlusconi impose un nuovo stile politico sulla base di un programma economico liberista che sposato all'ingresso nell'euro ha prodotto quella che molti analisti definiscono la madre di tutte le crisi monetarie. E la matematica lo dimostra.

Sebbene il debito italiano abbia una maturità relativamente lunga, circa 7 anni, il costo è al 6%. Se il Paese crescesse come la Cina non ci sarebbe alcun problema, l'Italia però non cresce, le proiezioni per il 2011 sono per un tasso al di sotto dell'1%. Ma non basta, le aspettative sono per una stagnazione dei prezzi nei prossimi 3 anni, il che significa che il Paese potrebbe ritrovarsi in deflazione.

Di fronte a questo scenario l'unico modo per estrarre dal bilancio quel 6% del Pil necessario per pagare l'interesse sul debito è di tagliare drasticamente la spesa, che è quello che ha fatto la Grecia con i disastrosi risultati a tutti noti. L'Italia e la Grecia non possono optare per l'altra alternativa: svalutare e stampare carta moneta, la prima opzione riduce il valore del debito e la seconda combatte la deflazione.

La contrazione della spesa pubblica, bisogna dire, porta alla contrazione delle entrate pubbliche e quindi all'aumento in valori percentuali del debito rispetto al Pil. Una spirale deflazionista insomma che alimenta l'aumento del valore del debito.

Per poter condurre una politica di austerità mantenendo l'euro, l'Italia, come la Grecia fino a due anni fa, ha bisogno di interessi molto più bassi. Ma questo dipende dai mercati, sono loro che stabiliscono il prezzo al quale sottoscrivono il debito dello Stato.

Di fronte a questo scenario apocalittico cosa fa l'Italia? Chiede aiuto a Mario Monti, grande ammiratore e sostenitore dell'euro, l'uomo giusto per perseguire le politiche imposte da Bruxelles che faranno precipitare la nazione nel baratro della bancarotta. ( Fonte: www.caffe.ch)

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