Citigroup, si prevede lo stop al proprietary trading sui mutui
Si preannunciano polemiche pesanti su Citigroup. L'istituto di credito infatti sta guadagnando milioni di dollari veicolando i propri fondi in un hedge fund che scommette sui debiti legati ai mutui. Si tratta di una pratica che non è affatto vista di buon occhio dai regolatori d'oltreoceano; che, anzi, presto potrebbero proibirla. Tanto più che il Tesoro statunitense ha già sborsato 45 miliardi di dollari per salvare l'istituto, trascinato sull’orlo del collasso proprio dal comparto dei mutui.
Alcuni documenti interni, ottenuti dall'agenzia Bloomberg, danno una misura dei guadagni spropositati ottenuti dal fondo mortgage/credit opportunity. Istituito nel 2008, ha sempre registrato profitti: con ritorni del 17% nel 2008, del 23% nel 2009 e del 26% l'anno scorso. Solo nei primi quattro mesi di quest'anno ha guadagnato un altro 16%. Ritmi che non hanno eguali in tutti gli altri fondi gestiti dal gruppo. Vi sono investiti 395 milioni di dollari: a quanto riferisce una fonte anonima, per il 90% circa si tratterebbe di capitale proprio della banca. In pratica, la banca sta puntando i propri soldi proprio su quegli asset che nel 2008 e nel 2009 le hanno provocato perdite pari a 30 miliardi. Che si sarebbero tradotte in un fallimento sicuro, se non fosse stato per i soldi dei contribuenti. L'anno scorso il prestito è stato restituito, garantendo al Tesoro un profitto di circa 12 miliardi.
Ma Citigroup dovrà presto cambiare rotta. L'anno scorso il Congresso infatti ha approvato la Volcker Rule, che a ottobre dovrebbe tradursi nel divieto del proprietary trading. A quel punto gli istituti avranno due anni di tempo per adeguarsi. La filosofia è semplice: le banche non possono più rischiare – oltre un certa misura – con operazioni in proprio sui mercati speculativi, contando sulla prospettiva di essere salvate dai soldi dei contribuenti. ( Fonte: www.valori.it)