Cina, nuovi stress test per il calo dei prezzi immobiliari
Le banche cinesi devono affrettarsi a sottoporre a stress test i loro prestiti legati al real-estate. E rafforzare i propri sistemi di gestione dei prestiti agli enti locali. È quanto ha affermato ieri Liu Mingkang, presidente dell'authority di controllo sulle banche (CBRC), secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg.
Si tratta della prima reazione ai dati diffusi ieri dal National Bureau of Statistics. Che dimostrano un calo – o, perlomeno, un rallentamento nella crescita – dei prezzi immobiliari in molte città cinesi. Da un lato, ciò non può che far tirare un sospiro di sollievo al governo, che da tempo cerca di tenere a freno i prezzi galoppanti del real-estate, alimentati soprattutto dalla speculazione. D'altra parte, però, l’allarme ora è legato alla solidità finanziaria degli istituti di credito. Che negli ultimi due anni hanno sforato il tetto massimo di prestiti indicato dal governo – e moltiplicato i propri profitti - cavalcando l'ondata di un vero e proprio boom del credito. Trascinato proprio dai mutui immobiliari. Ma se i prezzi scendono, le agenzie che operano nel mercato dell'immobile possono ritrovarsi senza liquidità. Facendo pericolosamente salire la quota di asset tossici detenuti dalle banche. Senza contare i prestiti concessi agli enti locali, che – secondo lo stesso governo di Pechino – devono essere considerati «ad altissimo rischio».
Una situazione prevista dalle agenzie di rating, che da tempo tengono sotto stretto controllo la situazione cinese. La scorsa settimana Moody's Investors Service ha abbassato il suo outlook per il settore immobiliare da “stabile” a “negativo”, prevedendo una diminuzione del 25-30% dei proventi delle vendite di immobili. Le fa eco Fitch Ratings che, pur non intervenendo ancora sul rating effettivo sulle emissioni di credito in valuta cinese, ne ha abbassato l'outlook. ( Fonte: www.valori.it)