Cina, impennata dei profitti bancari nel 2010

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Nel 2010 si è assistito ad un vero e proprio boom dei profitti per il settore bancario cinese: si ipotizza una crescita del 20%. China Merchant Bank e China CITIC Bank, addirittura, avrebbero sfiorato il +50% nei profitti netti. A livelli più “moderati” si attesterebbe Bank of China, con un +20%. Le stime provengono da fonti d'informazione di Hong Kong.

 

Una crescita vertiginosa ma prevedibile, se si considera che l'anno scorso gli istituti di credito hanno concesso prestiti pari a 7.950 miliardi di yuan, sforando nettamente l’obiettivo massimo - di 7.500 miliardi - indicato dal governo. E il loro maggior potere di contrattazione nei prestiti, oltre all'aumento dei rendimenti delle obbligazioni e del tasso d'interesse interbancario, ha fatto ulteriormente lievitare i profitti. Il margine d'interesse unitario per il settore bancario cinese, secondo le stime di Bank of America Merrill Lynch, il quarto trimestre dell'anno scorso potrebbe essere cresciuto fra i 5 e 10 punti base rispetto al trimestre precedente. Secondo Goldman Sachs, nel 2011 e 2012 si potrebbe assistere ad un'ulteriore crescita, rispettivamente di 10 e 8 punti base.

 

Ma il governo di Wen Jiabao si affretta a correre ai ripari per tenere a freno il tasso d'inflazione, che nel mese di febbraio ha di nuovo superato le previsioni degli analisti. Si è infatti attestato al 4,9%, trascinato soprattutto dal cibo, dagli immobili e dalle commodities. La banca centrale lo scorso ottobre ha perciò abbandonato la propria politica monetaria tradizionalmente ultra-permissiva: ha già alzato tre volte i tassi d'interesse e sei volte i requisiti di capitalizzazione. Dal prossimo 25 marzo i principali istituti di credito dovranno detenere presso la banca centrale il 20% dei loro depositi, mentre per quelli di minori dimensioni presumibilmente tale quota si abbasserà al 16,5%. Misure ritenute necessarie per evitare possibili bolle speculative, in primis nel settore immobiliare. ( Fonte: www.valori.it)

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