CINA: CONTINUA L'ESPANSIONE FINANZIARIA IN EUROPA

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

I colossi finanziari cinesi continuano ad avanzare in Europa. Alcune fonti riferiscono al Wall Street Journal che China Development Bank, di proprietà governativa, sarebbe uno dei quattro istituti che hanno presentato offerte per la banca tedesca WestLB AG, che al momento si trova in condizioni critiche. Per ora, l'istituto di credito ha smentito l'interessamento. Ma la strategia sembra ormai delineata: la stessa Industrial & Commercial Bank of China - che la scorsa settimana ha acquisito l’80% della divisione statunitense di Bank of East Asia - proprio in queste settimane sta aprendo, ad esempio, nuove filiali a Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Milano e Madrid. 

E questa sarebbe solo la punta dell'iceberg dell’espansione cinese. Negli ultimi anni sono stati frenetici gli acquisti da parte delle grandi aziende del colosso asiatico. Non solo nel comparto finanziario: dagli immobili alle compagnie minerarie a partecipazioni in soggetti come Volvo e Club Med. Il governo di Pechino, che controlla una porzione consistente dell’economia del proprio Paese, spinge infatti affinché le compagnie acquisiscano un ruolo sempre più importante a livello internazionale, in linea con le esigenze di un gigante economico in ascesa.

Le ultime indiscrezioni sembrano segnare la fine della cautela che la Cina ha mantenuto nei confronti delle banche occidentali dopo la cattiva riuscita dei primi investimenti nel 2007. Il modello da seguire è l’ingresso da parte di ICBC, nel 2008, nel Cda di Standard Bank (con una partecipazione nel capitale pari al 20%), il maggiore istituto di credito del continente africano, volano di ingenti investimenti cinesi in energia, infrastrutture e progetti di sviluppo.

In Europa bisognerà vincere le tradizionali diffidenze politiche: basti pensare che una legge tedesca del 2009 permette al governo di bloccare le acquisizioni di aziende nazionali qualora si ravvisi il rischio di ingerenze di governi stranieri. Ma, per evitare controversie, le banche cinesi probabilmente punteranno su quote di minoranza e non su acquisizioni vere e proprie. E le occasioni non mancheranno: in alcuni casi ( Irlanda, Spagna, Gran Bretagna...) sono addirittura i governi a “rassegnarsi” a cercare aiuto dall'estero per risollevare un settore messo a dura prova dalla crisi. ( Fonte: www.valori.it)

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