Cina, a rischio soprattutto le banche più piccole?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201104/china_banks.jpgNon sono poche le ombre che si addensano sul futuro delle banche cinesi. Ma, secondo un commento del Wall Street Journal, per alcune le prospettive potrebbero essere ancora più problematiche: si tratta degli istituti di piccole dimensioni.

 

Gli analisti ormai da mesi guardano con preoccupazione all'esposizione delle banche cinesi sui prestiti agli enti locali.

 

Nel 2009 e nel 2010, secondo alcune stime, il loro volume è stato addirittura di 1.300 miliardi di dollari, ma Moody's stima che l'8-12% di tali prestiti si possa rivelare non performante. E una ricerca di Goldman Sachs rivela che i principali colossi bancari, di proprietà statale, risultano molto meno compromessi. I prestiti agli enti locali ammontano al 7% del totale per Industrial & Commercial Bank of China; per istituti più piccoli come Nanjing e China Everbright Bank, tale percentuale sale fino al 20%.

Ovviamente il sistema bancario è interconnesso: dunque è impossibile che il dissesto di alcune banche non influenzi, in qualche modo, tutte le altre. Ma è altrettanto evidente che un eventuale intervento di sostegno statale verrebbe destinato in primo luogo ai principali colossi bancari.

 

Inoltre, bisogna tener presente il fatto che la corsa della seconda economia del mondo finora non sia stata quasi per nulla raffreddata dalle misure restrittive introdotte dall'esecutivo di Wen Jiabao negli ultimi mesi. Ciò significa – secondo fonti della stessa Banca del Popolo – che non si escludono ulteriori rialzi dei tassi d'interesse o strette ai prestiti.

All'indebolirsi della base di depositi, diventa sempre più difficile rispettare il requisito del 75% imposto dalla banca centrale come rapporto fra depositi e prestiti.

Per un istituto come Everbright esso attualmente ammonta all'81%, a fronte del 62% di ICBC. Il che significa che Everbright si ritroverebbe obbligata a rivolgersi al mercato interbancario per rastrellare capitali.

Un mercato interbancario che risulta molto più costoso dal momento che lo Stato, negli ultimi nove mesi, ha ritoccato al rialzo nove volte i tassi d'interesse; e in futuro probabilmente continuerà in questa direzione. Un aumento dei costi che andrebbe ad arricchire le banche di dimensioni maggiori, che proprio nel mercato interbancario fanno la parte del leone.

( Fonte: www.valori.it)

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post