Cina, a Pechino e Shanghai i prezzi immobiliari non si fermano
Ancora non si vede una via d'uscita dall’eccessivo boom immobiliare cinese.
A giugno i prezzi delle case nuove sono cresciuti in 67 città; e, a Pechino e Shanghai, tale aumento ha visto un'accelerazione per la prima volta da quando il governo di Wen Jiabao ha intensificato la campagna per scoraggiare il formarsi di una bolla speculativa.
A Pechino i prezzi delle case nuove hanno segnato un +2,2% su base annuale, a maggio il dato era del +2,1%.
Ancora più netto il balzo in avanti a Shanghai, dove da maggio a giugno si è passati dal +1,4% al +2,2% annuo.
Secondo alcuni analisti, comunque, il fatto che la crescita sia ad un tasso inferiore rispetto all'inflazione (che a giugno è schizzata al 6,4%) significa che, in concreto, acquistare una casa sia diventato più accessibile.
Un effetto, almeno parziale, delle misure restrittive straordinarie imposte a tali metropoli: nella capitale, in particolare, negli ultimi mesi sono stati limitati gli acquisti per i non residenti e per le seconde case.
Ciò fa prevedere che tali manovre possano essere allargate anche a centri più piccoli. E l'esecutivo della nazione asiatica, proprio la scorsa settimana, ha annunciato di volersi muovere in questa direzione.
D'altronde solo il mese scorso, nonostante tutti gli sforzi intrapresi, le transazioni immobiliari hanno registrato un +31%, raggiungendo un valore complessivo di 499,2 miliardi di yuan (pari a oltre 77 miliardi di dollari). Ma ormai sono in molti a ritenere che le misure amministrative possano fare ben poco in un Paese che vede la commistione di tassi d'interesse molto bassi (che pure sono stati alzati cinque volte a partire dallo scorso ottobre) e un'inflazione galoppante.
( Fonte: www.valori.it)