Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Pronti a demolire definitivamente il lavoro - di Ernesto Ferrante
Arrivato il nuovo primo ministro, si attende il prossimo governo ammazza Italia che metterà il Lavoro nel mirino. Anche grazie ai paladini della concertazione a braghe calate (dei lavoratori ovviamente). Forse è pura coincidenza ma lunedì in casa Cgil è avvenuto qualcosa che lascia pensare o almeno dovrebbe. Il direttivo della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, tranne i componenti che fanno riferimento alla Rete 28 Aprile, ha dato mandato alla segreteria di comporre insieme alla Cisl e alla Uil una proposta sulla rappresentanza sindacale, base di partenza per un nuovo accordo con Confindustria, come corollario del prossimo Patto tra Produttori.
Il punto principale, come si legge sul portale dell’Unione Sindacale di Base, prevede che quei sindacati che concorreranno alle elezioni per le Rappresentanze sindacali unitarie aziendali (RSU) dovranno accettare preventivamente di non poter dichiarare sciopero su accordi firmati da almeno il 51% dei rappresentanti aziendali, siano essi RSU o RSA; la consultazione dei lavoratori non è obbligatoria. Si tratta in pratica del completamento di quanto già indicato nel famigerato Accordo del 28 giugno 2011, seguito nel novembre 2012 dal tristemente noto “Accordo per la Produttività la Crescita e la Competitività” in cui si prevedono deroghe su praticamente tutti gli istituti contrattuali, stracciando il contratto nazionale. Di fatto, spiegano ancora i rappresentanti dell’Usb, se si vuole partecipare alle elezioni, ci si deve impegnare a non scioperare e quindi ad accettare acriticamente ciò che viene deciso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Per poter mantenere il diritto di sciopero, che è un diritto costituzionale individuale, i lavoratori non potranno scegliere i propri rappresentanti sindacali, a meno che non siano addomesticati.
Con la Camusso hanno votato anche Landini e Rinaldini, idoli di cartone di tanta sinistra. L’Usb, dopo aver annunciato nuove iniziative di lotta, ha invitato le lavoratrici ed i lavoratori ad “abbandonare immediatamente Cgil, Cisl, Uil e Ugl per costruire insieme una vera, credibile e indipendente alternativa sindacale”.
Fonte: www.rinacita.eu