Carte di credito, scontro sui costi L'Abi: le commissioni però restano
Sul costo delle carte di credito si gioca il futuro della stretta sui pagamenti in contante allo studio del governo. «Ovviamente bisogna intervenire sulle commissioni bancarie», ha detto il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, unendosi al coro di imprenditori come il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, e sindacalisti come il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Ma le banche dicono no. «Provvedimenti che azzerano le commissioni sulle carte di pagamento sono inappropriati e dannosi», ha affermato il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini. «È un servizio complesso e costoso – ha aggiunto – gli istituti offrono, per esempio, assoluta sicurezza in caso di uso fraudolento della carta e assistenza al cliente 24 ore su 24. L'applicazione di tariffe amministrate o addirittura gratuite non può funzionare, è controproducente», ha ribadito. Questo non vuol dire, secondo il direttore generale, che i prezzi resteranno ai livelli attuali, «a fronte di un aumento dell'utilizzo delle carte si potranno rimodulare le tariffe», ma dovrà essere una decisione autonoma delle banche e qualsiasi intervento dell'Abi per armonizzare i tagli sarebbe contrario alla normativa Antitrust. I costi delle carte di pagamento, del resto, contribuiscono solo in parte alla preferenza degli italiani per il contante. Le banconote piacciono perché consentono di controllare meglio le proprie spese (37%), perchè sono più semplici da usare (28,8%) e rendono il pagamento più veloce (12,3%), secondo una ricerca di Alter Ego. Pesa inoltre l'abitudine (per il 52,1%) mentre la paura delle frodi o della clonazione è un freno per il 13,7%. Succede così, come sottolinea Befera, che «da noi c'è un uso eccessivo del contante rispetto agli altri paesi europei». La questione è tutt'altro che secondaria, perchè la tracciabilità dei pagamenti elettronici è uno strumento per contrastare l'evasione, le attività mafiose e il lavoro nero e potrebbe portare, secondo le stime dell'Abi, all'emersione di circa 40 miliardi di euro, il 3% del Pil. Inoltre, la gestione del contante ha un costo di 10 miliardi di euro per l'Italia (50 miliardi per l'Europa) tra stampa, trasporto e distribuzione. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)