CAMBI: CONTINUA IL RAFFORZAMENTO DELL'EURO
«Gli investitori continuano a puntare su asset più redditizi con l'attenuarsi dei timori sulla tenuta dei conti pubblici in Europa», spiegano gli analisti. E la moneta unica si apprezza anche contro la valuta nipponica e quella britannica salendo rispettivamente a 112,67 yen e 0,85456 pence.
Alcuni osservatori sottolineano che la corsa dell'euro sia insostenibile ma secondo altri potrebbe continuare, considerando la determinazione dei Paesi Ue di rafforzare la stabilità finanziaria dell'Eurozona.
Sulla sostenibilità dell'euro si è levata da Londra la voce autorevole dell'ex commissario Ue alla Concorrenza, Mario Monti. «Non credo che l'euro sia in crisi. Ad essere in crisi è l'Eurozona», ha detto, definendo poi «improbabile» la morte della moneta unica.
«L'Eurozona, pur essendo in crisi profonda, non si spezzetterà né si dividerà in due perchè ancor prima di dividere l'Eurozona dividerebbe la Germania», ha sottolineato il presidente dell'Università Bocconi.
Intanto c'è tensione tra Bruxelles e Berlino alla vigilia del vertice informale tra la cancelliera Angela Merkel, e il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, che stasera si terrà alle porte della capitale tedesca. Un faccia a faccia che dovrebbe servire a chiarire le reciproche posizioni, dopo le incomprensioni delle ultime settimane sulla necessità o meno di potenziare il Fondo salva-Stati. Intanto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, torna a lanciare l'allarme inflazione nella zona euro.
Il braccio di ferro tra Commissione Ue e Germania continua. «Prima rafforziamo il Fondo e meglio è», ha insistito sulla stampa tedesca il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, per il quale la calma dei mercati negli ultimi giorni non deve indurre a mollare la presa: «Dobbiamo agire subito e con tutta la determinazione possibile». Perchè il rischio contagio a Paesi come Portogallo e Spagna è sempre dietro l'angolo. Non a caso Barroso aveva proposto di prendere una decisione sul Fondo nel Consiglio Ue del prossimo 4 febbraio. Una fuga in avanti che però la Germania non ha gradito. E a ribadirlo è stato il ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle: «È normale discutere di un possibile potenziamento del Fondo salva-Stati, ma la cosa è diversa quando le persone ai vertici della Ue praticamente impongono le loro richieste per un incremento».
Insomma, ci sono tutti gli elementi perchè quella di stasera tra la Merkel e Barroso sia una vera e propria cena di chiarimento, proprio in vista del vertice di febbraio. Con la Germania che resta convinta come «una mutualizzazione dei debiti nazionali metterebbe in pericolo il riassetto delle finanze pubbliche» di Eurolandia: «Mi preoccupa – ha detto Westerwelle – che qualcuno in Europa sembra agire come se non fosse successo nulla, e pensa che facendo più debiti si possa risolvere il problema». Il ministro dell'economia tedesco, Wolfgang Schauble, ha comunque confermato che «nelle prossime settimane» la Ue presenterà un «piano complessivo» per rafforzare l'azione contro la crisi dei debiti sovrani, con l'ok che dovrebbe arrivare nel Consiglio Ue di marzo.
A destare qualche preoccupazione non c'è solo la Grecia, con le sue persistenti difficoltà a finanziarsi sui mercati, ma anche l'Irlanda, dove la crisi del governo Cowen potrebbe mettere in pericolo il piano di aiuti da 85 miliardi concesso a Dublino e la conseguente attuazione del programma di austerity imposto da Ue ed Fmi. Bruxelles, comunque, si mostra fiduciosa.(l.t.)
( Fonte: http://www.gazzettadelsud.it)
Pubblicità