BORSE: L'OTTAVA TERMINA ANCORA CON UN RIBASSO. 01/ 10/ 2010
Una seduta che per diverso tempo ha visto gli indici europei viaggiare in territorio positivo chiude con un ribasso intorno al mezzo punto percentuale, ad esclusione della Piazza londinese che mette a segno un ottimo +0,8%. Alla fine ha quindi prevalso ancora la prudenza, una situazione che non induce all'ottimismo con le banche irlandesi che necessitano di ingenti capitali ed una Banca Centrale “zoppa” che quindi è costretta a subire una rivalutazione della propria moneta oltre ogni lecita attesa.
Hanno sofferto soprattutto i bancari e non è bastata la buona intonazione del comparto energia a far prevalere gli acquisti a Piazza Affari.
Ftse Mib a 20.391,27 punti (-0,56%).
Saipem (+2,72%) una giornata storica per Saipem che stabilisce il proprio massimo storico superando per la prima volta il muro dei trenta euro.
Italcementi (+1,23%) bene il comparto ed il titolo dei Pesenti resta sopra la soglia dei 6,5 euro inviando un segnale positivo al mercato.
Buzzi Unicem (+1,23%) non riprende la soglia degli otto euro, ma rimane la buona intonazione del titolo in questo periodo turbolento.
Passiamo ai maggiori ribassi.
Unicredit (-2,14%) non riteniamo sia stata la presentazione del nuovo AD a determinare il ribasso, al solito quando il comparto soffre il nostro maggior titolo viene bersagliato dalle vendite.
Mediolanum (-1,92%) temiamo che il periodo di debolezza possa continuare.
Stmicroelectronics (-1,87%) dopo un downgrade di Exane.
Luxottica (-1,45%) perde quota 20 euro, ma resta su valutazioni sostenute.
Fondiaria (-1,42%) solito ribasso che ormai non fa più notizia, siamo in prossimità dei minimi assoluti.
Azimut (-1,32%) siamo in presenza di una chiara difficoltà del settore che non riesce a ripartire.
Generali (-1,15%) anche l'assicurativo ha i ben noti problemi che si protraggono con la
consapevolezza che il periodo di tassi vicini allo zero può dilatarsi ulteriormente.
Ci avviciniamo alla stagione delle trimestrali con poche certezze, una di queste è che qualcosa, sul mercato valutario, deve cambiare.
Autore: Giancarlo Marcotti
Pubblicità