BORSE CHAMPAGNE. 01/ 09/ 2010
“Attenzione domani cambia il mese, speriamo cambi anche la musica” con queste parole, ieri, avevamo voluto terminare il commento alla giornata di Borsa; e la musica è cambiata, eccome! Nella nottata le Piazze asiatiche avevano ben performato in scia al recupero di Wall Street ed ad un paio di dati macro incoraggianti: il Pil australiano, che nel secondo trimestre è salito più del consenso (+1,2%), ed una produzione industriale cinese che accelera ad agosto dopo che a luglio aveva fatto registrare la crescita più bassa dal 2009.
La Borsa australiana capitalizzava il dato confortante, l'indice Asx infatti è cresciuto del +1,98%, non altrettanto Hong Kong, l'indice Hang Seng, infatti, ha guadagnato “soltanto” lo 0,43% non festeggiando dati come, ad esempio, quello delle immatricolazioni auto cresciute in Cina, nel mese di agosto, del 59% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (non è un errore di stampa, trattasi proprio di + cinquantanove percento, qui siamo in un altro mondo, su di un altro pianeta).
La prudenza del mercato cinese deriva essenzialmente dalle preoccupazioni riguardanti le esportazioni, settore determinante per l'economia, in attesa che il mercato interno possa gradualmente crescere in termini di volumi ed importanza.
Comunque dopo queste performances le Piazze europee cominciavano la seduta in maniera molto cauta, restando per la prima ora di contrattazione in territorio negativo, poi cominciavano a farsi strada gli acquisti ed il nostro indice principale ritrovava, verso mezzogiorno, l'importante livello dei 20.000 punti, da allora tutti gli sguardi erano rivolti agli Stati Uniti, i dati macro diventavano così ancora più importanti.
Attenzione però, erano attesi due dati da Oltreoceano, dapprima l'occupazione nel settore privato e poi l'indice Ism manifatturiero.
Arriva dopo le ore 14 il primo dato, ricordiamo per inciso che il settore privato aveva sempre creato posti di lavoro negli ultimi sei mesi, semmai era stato il settore pubblico a perderne, lo scorso mese di luglio il valore si era attestato a +42.000 e le attese erano per un +20.000.
Non possiamo nascondere che quando sul nostro computer è comparso il dato 10.000 ma con il segno meno davanti!!! Lo sconforto era tangibile, temevamo che tutti i guadagni fino ad allora accumulati dai listini andassero perduti in poco tempo.
Ed invece?
Ed invece il nostro indice, che stava guadagnando un punto e mezzo percentuale, scendeva soltanto di poco più di venti centesimi di punto, che immediatamente recuperava, inoltre anche il cambio dollaro yen, che si trovava sotto la soglia degli 84, perdeva solo una trentina di punti e per di più in pochi minuti non solo colmava il gap, ma saliva oltre quota 84.
Insomma un comportamento assolutamente anomalo e ben diverso da quanto eravamo abituati a vedere negli ultimi tempi, il mercato stava snobbando dati che in altri momenti sarebbero risultati catastrofici, perchè?
E chi è in grado di dare una risposta?
Tanto valeva attendere le ore 16 quando sarebbe stato diramato l'importante indice Ism manifatturiero, a luglio era stato fatto registrare il valore di 55,5% il consenso era tra 52 e 53%, ma molti temevano di vedere un dato inferiore al 50% che avrebbe significato contrazione.
Ebbene anche questa volta avevamo una grossa sorpresa, stavolta in positivo però, 56,3%! Lo scatto all'insù di tutti gli indici di borsa ed il cambio Usdyen era immediato, i listini europei salivano in un solo colpo di un ulteriore 1%, alla fine per Parigi, Madrid, Milano e Bruxelles il rialzo supererà i tre punti percentuali, ma anche tutte le altre Piazze terminavano le contrattazioni con guadagni superiori ai due punti e mezzo percentuali.
Insomma Borse champagne, spumeggianti!
Ovviamente tutti i settori risultavano positivi, ma in particolare quelli che erano stati maggiormente penalizzati nelle sedute precedenti, come il comparto del risparmio gestito, dei cementieri e dei bancari.
Inversione di tendenza quindi sui mercati internazionali? Dopo un agosto estremamente sofferto arriva un settembre decisamente più incoraggiante?
Naturalmente è ancora presto per dirlo, non si può però non evidenziare che il vento sia cambiato, in particolare il fatto che “non abbia lasciato traccia” un dato così negativo come quello sulla creazione (anzi la distruzione) di posti di lavoro nel settore privato (per gli Usa così importante) dovrebbe fare riflettere.
Tornano così alla mente le acquisizioni, o i tentativi di acquisizione, formalizzate in quest'ultimo periodo, nei settori più disparati, fanno un certo effetto soprattutto i premi che, chi vuole comprare, è disposto a sborsare, premi che soltanto pochi mesi fa sarebbero stati impensabili.
Vedete quindi che i motivi di riflessione, in momenti come quello che stiamo vivendo, non mancano di certo, solo il futuro ci svelerà i retroscena di un mercato che a tutt'oggi non smette di stupire.
Autore: Giancarlo Marcotti
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