Bersani ha paura pure di Renzi

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.finanzainchiaro.it/public/Bersani%20e%20i%20giovani.jpgLa vicenda delle primarie del Pd, già scivolata dal patetico al grottesco, ora sta lentamente franando verso il ridicolo.

Dopo che il Pd, ovunque abbia presentato candidati alle primarie ha subito solo delle clamorose sconfitte (vedasi Milano, Napoli, Palermo solo per ricordare gli esempi più eclatanti), non può ora permettersi di farsi trombare anche il proprio segretario, davvero sarebbe clamoroso che la corazzata Bersani possa essere affondata dalla fregata Renzi.

Eppure le ultime trovate del Segretario testimoniano inequivocabilmente la sua paura (che si sta tramutando in panico) di perdere anche le primarie, dovesse davvero soccombere ritengo non gli rimarrebbe altro che la scomparsa definitiva dalla scena politica, sarebbe la più clamorosa sconfitta di un personaggio politico.

Mai dire mai, però, perché questa paura, anzi terrore, di perdere le primarie gli sta facendo inanellare errori su errori che davvero possono mettere a rischio la sua leadership.

Il povero Bersani, infatti, si deve essere affidato da tempo ad un “curatore dell’immagine” diplomato al Cepu, che lo costringe a pagliacciate davvero umilianti.

Ricordate tempo fa il gesto di rimboccarsi le maniche? Ebbene il povero Bersani, evidentemente sollecitato a farlo da questo “guru” della comunicazione, ogni volta che veniva intervistato oppure cominciava a parlare in pubblico “doveva” rimboccarsi le maniche della camicia.

Probabilmente il gesto avrebbe dovuto evocare (in maniera davvero elementare e banale) lo slogan “rimbocchiamoci le maniche” ma finiva per essere stucchevole. Anche quando veniva fermato dal giornalista di turno in Piazza Montecitorio, solo per un veloce scambio di battute Bersani prima di rispondere alle sollecitazioni del cronista si toglieva la giacca e cominciava a tirarsi su le maniche della camicia.

Qualche volta, vedendolo in quelle condizioni, ho anche pensato: “Mah, forse dopo pranzo ha dovuto lavare i piatti”.

Dopo che il suo rivale, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, ha fatto qualche comparsata in televisione, la mente del buon Bersani avrà cominciata ad essere occupata dal dubbio: “Ma non potrò perdere anche con questo qui, vero?”

Ma poi i dubbi, anziché diminuire, aumentavano e così si sarà recato dal proprio curatore dell’immagine e gli avrà chiesto: “Cos’ho che non va, io? Perché rischio di perdere anche contro Renzi?” E l’altro a rispondergli “Lui è giovane e trasmette freschezza tu non sei vecchio, ma vieni percepito come antiquato”.

In effetti, sarà forse l’effetto della “pronunciata stempiatura”, ma sembra che Bersani non sia mai stato giovane, e Grillo che, occorre riconoscerlo, in queste cose ha un grande fiuto, gli ha attribuito il soprannome di Zombie, che trasmette appieno la vitalità del personaggio.

Ma successivamente il comico genovese si superava trovando un secondo soprannome, a mio avviso ineguagliabile: Gargamella.

In effetti la somiglianza fra il Segretario del Pd ed il personaggio malefico dei Puffi è impressionante (si direbbe siano stati divisi alla nascita), ed il soprannome evoca la negatività che trasmette il personaggio dei fumetti, perennemente perdente nonostante la perfidia che lo contraddistingue.

Per cui il buon Bersani sarà andato dal suo curatore d’immagine chiedendo: “Come posso battere Renzi?” e la risposta deve essere stata sorprendente (spesso i curatori d’immagine devono risultare sorprendenti altrimenti come possono giustificare le loro parcelle?) : “Devi ringiovanire il tuo aspetto e quindi sfidare Renzi proprio sul suo punto di forza, cioè devi trasmettere un’immagine di freschezza e novità”.

Le prime due idee per ringiovanire l’immagine di Bersani (un lifting e il parrucchino alla Conte) furono, però, subito scartate, non gli rimaneva che la soluzione più banale: circondarsi di giovani!

In pratica lui per vincere le primarie “deve eclissarsi”, quasi scomparire e portare, al suo posto, alla ribalta dei giovani, meglio ancora se giovanissimi, che ufficialmente sono a capo della sua campagna elettorale per le primarie, trasmettendo così al posto suo un’immagine di novità.

Ok non restava che cercare tre giovani nel Pd. L’impresa, però, risultava tutt’altro che agevole gli elementi di spicco del partito sono tutti oltre la cinquantina e quindi la scelta doveva per forza orientarsi verso dei Carneadi.

La prima scelta è ricaduta su Roberto Speranza, 33 anni, segretario regionale della Basilicata, ed il curatore d’immagine ha detto: “Va bene, ma ci vuole anche una donna (le quote rosa! siamo di sinistra!) e poi giovani!”

E allora la seconda scelta è andata sulla vicesindaco di Vicenza, la 39enne Alessandra Moretti, la quale precisa puntualmente che farà la spola fra Roma e Vicenza (perché “ho due figli”), ma vi assicuro che i vicentini non ne sentirebbero la mancanza, anzi pare che premano proprio perché se ne resti perennemente a Roma.

A tal proposito una piccola chicca, sul sito ufficiale del PD (ecco il link http://www.partitodemocratico.it/utenti/profilo.htm?id=3330), in una breve nota che riguarda il curriculum della Moretti, riporto testualmente “comincia a fare politica nel 1985 nell’ambito delle Associazioni giovanili studentesche”, che c’è di strano, mi chiederete. Beh, visto che è nata il 24.06.1973, che abbia cominciato a far politica attiva a 12 anni … capisco la precocità, ma … comunque è certamente un refuso perché successivamente nella biografia si parla del 1989, e quindi, più plausibilmente, l’inizio dell’attività politica viene spostata a 16 anni.

Ed il curatore di immagine ha detto: “Va bene, va bene, ma devono essere giovani, più giovani, la somma dei loro anni deve fare 100, così potremo coniare lo slogan … 100 anni in tre!”.

Il fatto è che anche cercando nei consigli comunali di paesini sperduti non se ne trovava uno, ed allora si è dovuti ripiegare sul segretario di “un circolo di Roma”, tal Tommaso Giuntella che ha 28 anni.

Ed ecco allora rappresentato Nord, Centro e Sud, la componente femminile, e la somma degli anni fa 100, a questo punto la squadra è fatta, ed a sancire il tutto una bella foto (quella che riportiamo in testa all’articolo).

Peccato che proprio questa fotografia anziché trasmettere vivacità e brio, risulti di una tristezza infinita, al sorriso stereotipato della Moretti, infatti, si contrappongono le due facce smunte di Speranza e Giuntella, e soprattutto un’espressione di disgusto di Gargamella Bersani che par si stia domandando: “Ma perché sono costretto a fare queste pagliacciate?”

E che il Segretario del PD sia in stato confusionale lo conferma poco dopo quando, presentando con due parole la sua mini-squadra alla stampa, dice testualmente “Mi affido a loro. Sono persone capaci ed esperte”

Esperte?!?

Un giovane, se ha qualità, può senza dubbio essere capace, ma esperto no!!! L’esperienza e la giovane età sono per definizione in antitesi, se uno è giovane non ha ancora avuto il tempo per diventare “esperto”.

Forse si poteva dire che non sono sprovveduti, ma non certo esperti.

Insomma il buon Bersani sta lentamente scivolando verso una china davvero preoccupante, a questo punto sono curioso di conoscere le sue prossime mosse, a mio parere più parla e più si fa vedere … e meno voti prende, forse la mossa vincente per lui sarebbe proprio quella di “scomparire”.

Autore: Giancarlo Marcotti

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