Bce, tra i supporter di Draghi c'è anche Sarkozy
Sembra rafforzarsi ulteriormente la candidatura di Mario Draghi alla successione di Jean-Claude Trichet al timone della Banca Centrale Europea. Secondo fonti citate dall'agenzia Bloomberg, infatti, anche il presidente francese Nicolas Sarkozy si sarebbe schierato al fianco del governatore di Bankitalia, dopo segnali favorevoli da Berlino, e già oggi, nel corso del vertice a Roma con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l'inquilino dell'Eliseo potrebbe rendere pubblico il suo parere sulla vicenda.
Gli altri nomi più gettonati nella corsa all'Eurotower sono quelli del lussemburghese Yves Mersch, del finlandese Erkki Liikanen e dell'olandese Nout Wellink. Ma dopo la sorprendente uscita di scena del presidente della Bundesbank Axel Weber, il governatore di Bankitalia è emerso come il candidato più forte per prendere il posto di Trichet.
«Essendo l'unico candidato fra i quattro principali Paesi della zona euro – Francia, Germania, Italia e Spagna – Draghi diventa la scelta più ovvia per Sarkozy», ha detto una fonte all'agenzia Bloomberg.
Nei giorni scorsi la stampa tedesca ha riferito che per il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, Draghi ha tutte le carte in regola per sostituire Trichet, mentre il vice-ministro degli esteri tedesco, Werner Hoyer, ha affermato che il governatore sarebbe un «ottimo» presidente per la Bce.
Per i bookmakers d'Oltremanica i giochi sembrano già fatti: ad esempio la settimana scorsa l'agenzia Stanjames ha ridotto la quota relativa al governatore di Via Nazionale a 1,35 rispetto all'1,60 di prima, aprendo un netto divario con Mersch (4,50), Liikanen (6,00) e Wellink, dato addirittura a 11,00.
A questo punto solo la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, non ha ancora scoperto le proprie carte visto che deve fare considerazioni politiche a più ampio raggio. Dovrà essere lei a valutare in ultima istanza se l'elettorato tedesco può accettare che un rappresentante dell'Europa mediterranea, e per di più di un paese dai tedeschi considerato «indisciplinato» sul fronte conti come l'Italia, diventi il responsabile della politica monetaria in Eurolandia. Soprattutto ora che i suoi alleati di governo, i Cristiano democratici e i Liberal-democratici, sono in agitazione di fronte all'approvazione di un meccanismo di salvataggio europeo permanente.(b.a.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)