" Basterebbe vietare o tassare le operazioni allo scoperto " di Lino Morgante

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.consilium.europa.eu/ewebeditpro4/upload/Focus597Big.jpgLa crisi finanziaria greca è diventata pane quotidiano per tutti, tanto ci tocca da vicino. Default, nuove salvifiche linee di credito, ristrutturazione del debito, effetto contagio per altri Paesi? Comunque vada, le nostre tasche saranno ulteriormente svuotate. Inevitabile, si dirà, poiché siamo tutti sulla stessa barca e non si può fare affondare nessuno, neppure i greci che hanno allegramente sperperato falsificando i bilanci presentati di anno in anno all'Unione europea, prima per entrare nell'area euro poi per evitare sanzioni. Noi siamo convinti che chi rompe debba necessariamente pagare il conto, serve da monito ed evita di aprire il vaso di Pandora della speculazione, ma a Bruxelles sono interessati alle sorti delle banche francesi e tedesche, pericolosamente esposte con Atene e, dunque, da difendere! Comanda il malsano principio di certo capitalismo che incamera gli utili e socializza le perdite scaricandole sul sistema, che poi batte cassa tartassando i contribuenti.

In questo scenario l'Italia è penalizzata su più fronti. La speculazione cerca di buttare giù i titoli di Stato, di fare scendere le quotazioni azionarie delle banche (tra le più solide del mondo) e di inoculare il pessimismo, che alimenta le "vendite da panico" e deprime la fragile ripresa economica. In questa guerriglia economico-finanziaria, ci vediamo paradossalmente pure costretti a finanziare gli aiuti alla Grecia senza poter alzare il dito per dire che qualcosa non quadra. L'Unione Europea, infatti, brucia i nostri miliardi di euro ma non intende regolamentare il mercato dei Credit default swap, che hanno definitivamente stroncato la Grecia e adesso puntano sul debito tricolore. I cosiddetti Cds sono contratti-polizza che assicurano i creditori contro il rischio insolvenza, a fronte del pagamento di una percentuale sul capitale a chi si assume l'onere risarcitorio, generalmente una banca. Il trucco è tanto diabolico quanto semplice: chi sottoscrive un Cds può anche non avere in portafoglio obbligazioni o altro, conseguentemente ha l'interesse solo a incassare l'assicurazione, dunque punta sulla caduta dei prezzi di borsa o addirittura sul fallimento del debitore!

Giusto per cercare di semplificare: la speculazione spende poco, perché non compra titoli, ma incassa molto sfruttando i Credit default swap; le banche assicuratrici emettono Cds, si mettono nei guai e poi chiedono ai governi di essere salvate da... morte sicura. Ovviamente gli istituti di credito possono essere al contempo vittime e carnefici. Gli unici che perdono con certezza matematica sono i contribuenti. Vogliamo andare avanti così?

E dire che basterebbe solo vietare o tassare pesantemente le operazioni allo scoperto, ovvero senza il possesso dei bond e per questo assolutamente speculative. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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