Banche Usa: boom degli utili, ma i ricavi operativi calano
Nel primo trimestre del 2011 i profitti delle banche statunitensi hanno visto una rapida crescita. Ma i ricavi operativi calano: una situazione decisamente singolare, visto che si tratta solo della seconda volta negli ultimi trent'anni. È quanto emerge dall'analisi trimestrale della Federal Deposit Insurance Corporation, l'agenzia pubblica che ha il compito di fornire un'assicurazione sui depositi.
Gli istituti di credito stanno lentamente riuscendo a liberarsi dai prestiti tossici. Così facendo, devono mettere da parte meno fondi per coprire le perdite: 31 miliardi di dollari in meno rispetto all'anno scorso. Per questo i profitti del trimestre hanno fatto un balzo in avanti di oltre il 66% rispetto allo stesso periodo del 2010, raggiungendo i 29 miliardi di dollari.
Sono in controtendenza i ricavi operativi, scesi a 5,5 miliardi, il 3,2% in meno rispetto a un anno fa. Ciò è dovuto al fatto che, negli ultimi due anni, l'accesso al credito sia costantemente diminuito. Solo in questo trimestre il totale dei prestiti e dei mutui è sceso dell'1,7%, trascinato soprattutto dai mutui immobiliari e dalle carte di credito. Sia perché la domanda è stata nettamente indebolita dalla crisi, sia perché le banche impongono paletti sempre più severi ai clienti prima di concedere nuovi prestiti. Scatenando le polemiche di quanti ritengono che, in questo modo, non si faccia che complicare la strada per la ripresa. A porre un freno ai ricavi è stato anche lo stop imposto dai regolatori americani ad alcune commissioni sui servizi, che sono state ritenute eccessive. Un giro di vite che, solo in un anno, ha provocato un crollo del 17% per questi introiti: ovvero 1,7 miliardi di dollari in meno.
Gli istituti di credito in condizioni critiche continuano ad essere molti: 888, secondo la Fdic. Che però getta acqua sul fuoco: si tratta soltanto di quattro banche in più rispetto alla fine del 2010. ( Fonte: www.valori.it)