Banche, l'Ue vuole multarci

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ts3.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=1293704169818&id=2aab9cbe0d29bd66410d9229b0ae08a5È passato un anno da quando Bruxelles ha varato la direttiva per adeguare i requisiti patrimoniali delle banche a "Basilea II" e per calmierare le politiche retributive sui bonus. E l'Italia è l'unico Paese in Europa a non aver ancora comunicato a Bruxelles alcuna misura del recepimento, che doveva essere fatto entro il primo gennaio 2011.

Per questo la Commissione europea ha deciso ieri di chiedere alla Corte europea di giustizia di imporre al nostro Paese una multa da quasi 97.000 euro al giorno, che scatterà dal momento in cui sarà emessa la sentenza fino a quando l'Italia non si sarà adeguata.

La direttiva in questione è la n.76 del 2010, varata lo scorso anno di fronte ai primi segnali di debolezza del sistema bancario.

La norma chiede l'adeguamento ai criteri di "Basilea II" stabilendo il livello dei fondi propri di cui gli istituti di credito devono disporre per coprire i loro rischi e tutelare i depositanti.

In particolare l'Unione europea vuole una specifica percentuale di fondi propri per le ricartolarizzazioni.

Con l'Italia è risultata in arretrato anche la Polonia, per la quale la Commissione europea ha chiesto alla Corte una multa di misura minore (37.396,80 euro al giorno) perché Varsavia, pur avendo già notificato di aver adottato alcune misure, non ha ancora recepito tutte le disposizioni richieste.

Ma oltre ai requisiti di capitale, ad attirare l'attenzione della Commissione – tanto per l'Italia quanto per la Polonia - è stato il mancato recepimento delle misure per scoraggiare le politiche dei bonus che stimolano l'assunzione dei rischi.

Bruxelles vuole che essi siano pagati a medio termine (2-3 anni) e comunque mai tutti in cash, ma anche in titoli, in modo da scoraggiare gli atteggiamenti più speculativi e rischiosi da parte dei gestori delle attività di investimento.

In più l'Unione europea vuole che siano modificate le modalità con cui le banche valutano i rischi connessi ai loro portafogli di negoziazione, per far sì che esse «tengano pienamente conto delle perdite che potrebbero scaturire da evoluzioni negative del mercato in situazioni di crisi».

Il tutto a poco più di un mese da una nuova scadenza, quella del prossimo 31 dicembre, data entro la quale le banche europee dovranno adeguarsi alla cosiddetta Basilea 2.5, passo intermedio vero la implementazione dei requisiti di capitale previsti da "Basilea III".

colpisce in questa situazione l'italica pervicacia di essere continuamente messa in mora e quindi essere costretta a pagare fior di multe all'Unione. E queso anche quando per adeguarsi c'è stato così tanto tempo.

Autore: Marco Galdi

Fonte: www.gazzettadelsud.it

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