Azzardi di Putin e equilibri economici - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgIl prepotente Putin mette a nudo l'ipocrisia dei leader occidentali, una debolezza legata al ruolo che la Russia e i suoi più ricchi cittadini giocano nell'economia occidentale. L'annessione, "de facto", della Crimea ha provocato sanzioni non economiche ma "personali", contro specifici individui. L'Unione Europea ne ha selezionati 21, gli Stati Uniti 7, tutti molto vicini a Putin. Il presidente Obama ha poi inserito nella lista nera russa un istituto di credito, la Banca Rossiya che possiede un capitale di 10 miliardi di dollari e che, secondo il Tesoro americano, è la diciassettesima banca del Paese. Putin si è comportato in modo analogo: ha imposto sanzioni su alcuni parlamentari americani, tra cui c'è anche l'ex candidato repubblicano alla presidenza, John McCain.
È chiaro che né i russi né gli europei o gli americani vogliono danneggiare le loro relazioni economiche perché ne soffrirebbero tutti. Una cosa è isolare commercialmente l'Iraq di Saddam Hussein, un'altra è chiudere i rapporti con l'alleato chiave degli Usa nei negoziaziati con l'Iran e la Siria, e con il terzo partner commerciale dell'Unione Europea (nel 2012 le importazioni dalla Russia ammontavano a 239 miliardi di dollari e le esportazioni a 170 miliardi).
I legami tra la Russia e l'Unione Europea sono molto profondi: nel 2011 la Russia ha prestato a Cipro 3,3, miliardi di dollari, soldi che hanno permesso di evitare la bancarotta. Se l'Unione Europea imponesse alla Russia sanzioni economiche anche Cipro ne subirebbe le conseguenze negative. Il primo ministro svedese ha ammesso che 300 imprese nazionali operano in Russia e tutte temono le ripercussioni dell'embargo economico. Se ciò avvenisse anche l'industria bellica francese ne risentirebbe, mentre la Gran Bretagna, meta preferita dagli oligarchi, verrebbe penalizzata qualora ai cittadini russi venisse vietato di risiedere nell'Unione Europea.
Anche se ufficialmente tutti minacciano di farlo, nessun politico europeo ha voglia di chiudere i rapporti con Putin. Questa crisi in fondo conferma la mancanza della coesione necessaria per produrre una politica estera europea che funzioni. La prova del nove l'avremo quando Putin cercherà di controllare l'Ucraina orientale, a quel punto dovrebbero scattare le vere sanzioni. Ma succederà davvero?
I francesi hanno detto che sono disposti a cancellare la vendita di due navi da guerra Mistral per un valore di 1,95 miliardi di dollari, ma hanno anche aggiunto che se lo faranno vorranno dagli inglesi un'azione altrettanto seria nei confronti degli oligarchi. Lo stesso discorso vale per la Germania ed il resto dei Paesi membri. Putin sinora ha saputo sfruttare molto bene queste divisioni. Gli europei dovrebbero riflettere proprio su questo punto.

Fonte: www.caffe.ch
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