" Australiani contenti ma non del governo" di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://lorettanapoleoni.net/wp-content/uploads/2010/03/Loretta_Napoleoni2637_img1.jpgL'indice della qualità della vita pubblicato questa settimana dall'Ocse mette in cima alla lista l'Australia, che nel 2012 per la prima volta ha spodestato la Norvegia quale nazione più felice al mondo. Basato su criteri di comparazione che includono indicatori economici come l'occupazione, il reddito e la salute, l'indice mette a confronto ben 36 nazioni.
Tra i valori qualitativi più importanti c'è l'aspettativa di vita che in Australia è di 82 anni, circa due in più della media dei Paesi dell'Ocse, e la disoccupazione. Più del 72% degli australiani compresi nelle classi d'età 15 - 64 ha un lavoro retribuito contro la media dell'Ocse del 66%.
Il miracolo economico australiano è legato alla crisi attuale. A differenza dei Paesi dell'Ocse, infatti, questa nazione è riuscita a schivare la recessione del 2009, quella innescata dal fallimento della Lehman Brothers, grazie alle proprie risorse. Alla radice del successo economico australiano, infatti, troviamo l'industria mineraria che da diversi anni fa gola ai cinesi. È stata la forte domanda d'importazione proveniente dalla Cina a gonfiare il surplus commerciale australiano e a spingere la disoccupazione sotto il 5%, meno della metà di quella americana.
Il governo laburista di Julian Gillard è perfettamente cosciente dell'eccezionalità dell'economia australiana - legata anche alla reticenza del Paese ad abbracciare in pieno la deregulation finanziaria - ed è per questo che si prefigge di aumentare il surplus di bilancio, bene rarissimo in questi tempi di austerità e recessione.
Nonostante l'ottima tenuta dell'economia il governo laburista è però impopolare nel Paese, in parte perché il boom del settore minerario ha sbilanciato l'economia. È questo infatti l'unico settore in crescita. Gillard ha pianificato una tassa che dovrebbe promuovere una più equa redistribuzione dell'economia, ma il partito d'opposizione non ne vuole sapere. Gli australiani sono anche preoccupati dall'aumento dell'immigrazione, di cui una buona fetta illegale, e dall'arrivo in massa degli investitori cinesi interessati alle risorse australiane, tra cui anche la terra.
L'insoddisfazione della popolazione per come il governo sta gestendo il successo economico sembra contraddire le valutazioni dell'Ocse. Ma si sà, l'erba del vicino è sempre più verde.
Fonte: www.caffe.ch

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