Aumento dell'Iva: le ricadute per le famiglie

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://l.yimg.com/bt/api/res/1.2/amAH_OXTlHLzMWa050oV2w--/YXBwaWQ9eW5ld3M7Zmk9aW5zZXQ7aD0zNjA7cT04NTt3PTUxMg--/http://globalfinance.zenfs.com/images/IT_AFTP_TRENDONLINE_NEW_LIVE_1/o.172923_original.jpg" Continuare ad insistere, come avviene in questi giorni, che a ci sarà un nuovo aumento dell’IVA dal 21 al 22% è francamente da irresponsabili” dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Secondo Trefiletti e Lannutti non si è ancora capito che il potere di acquisto delle famiglie, ormai ridotto ai minimi storici, sta determinando un mercato in continua contrazione e recessione, con gravi ripercussioni sia sul benessere delle famiglie stesse che sulle imprese. Anche alla luce di altri aumenti quali prezzi e tariffe, vi sarà un’ulteriore riduzione del potere di acquisto, soprattutto a danno dei redditi fissi (lavoratori e pensionati).

Secondo Trefiletti e Lannutti, in uno scenario simile, aumentare l’IVA avrebbe una ricaduta impressionante e deleteria su un mercato già asfittico, facendo impennare ulteriormente prezzi e tariffe.

"Quel che è peggio è che ad aumentare non saranno solo i prodotti soggetti all’IVA al 22% peraltro il 70% del totale - sottolineano Trefiletti e Lannutti -, ma, attraverso costi aggiuntivi a partire da quello fondamentale dei carburanti, incidendo sui costi di trasporto verranno ritoccati i prezzi di tutti i beni trasportati su gomma, in particolar modo i beni di largo consumo, nonché le tariffe praticate da artigiani e professionisti,oltre agli arrotondamenti che si verificheranno come sempre a sfavore delle famiglie Si può calcolare che l’aumento dell’IVA determinerà, con le motivazioni suddette, un’implementazione del tasso di inflazione di 0,6 - 0,7 punti percentuali, con una ricaduta negativa complessiva di 207 Euro annui in più a famiglia con un nucleo di tre persone".

Federconsumatori ricorda che la crisi incide in maniera sempre più pesante sulle abitudini degli italiani.

Secondo una recente ricerca dell’Istat le famiglie che, a causa della drastica riduzione del proprio potere di acquisto, fanno la spesa presso i discount ammontano a circa il 62%, ovvero sei famiglie su 10.

Una tendenza che testimonia la situazione di estrema difficoltà in cui versano le famiglie, costrette a tagliare non solo sulla quantità, ma anche sulla qualità dei prodotti alimentari.

Tale andamento ha determinato un altro fenomeno interessante: come emerge da una ricerca dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge, infatti, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, si è ridotta notevolmente la differenza dei prezzi tra i discount ed i supermercati/ipermercati tradizionali, passando dal 35-40% degli anni passati all’attuale 28%.

Ci teniamo a chiarire, però, che tale andamento non riguarda i prezzi dei singoli prodotti, ma interessa esclusivamente il costo complessivo della spesa, spesso molto scontato grazie alle numerose iniziative e promozioni attivate dai supermercati e dagli ipermercati.

Considerando lo stesso paniere di prodotti (ovviamente le marche non sono le stesse), la spesa settimanale di una famiglia di 4 persone risulta pari a 98,00 Euro presso un supermercato (sfruttando, appunto, sconti ed offerte) e 70,26 Euro presso un discount, con un risparmio, presso quest’ultimo, del 28%.

Autore: Pierpaolo Molinengo Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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