Arriva la 500 in formato "large"
La 500 si fa "large" per le famiglie e si prepara allo sbarco sui mercati europei previsto per l'ultimo trimestre dell'anno. A Torino si tira, intanto, un sospiro di sollievo dopo l'annuncio di Sergio Marchionne che a Mirafiori saranno prodotti due nuovi modelli, oltre alla conferma degli attuali, Mito con la versione a cinque porte e Lancia Musa. Novità anche sul mercato russo, dove il gruppo affida a Chrysler la gestione di tutte le attività di vendita e post-vendita dei veicoli Fiat e Fiat Professional. L'attesa 500, prodotta in Serbia nello stabilimento di Kragujevac, dove è stato investito quasi un miliardo di euro, unisce le caratteristiche del monovolume e del piccolo suv. Finora conosciuta come L0 si chiama 500L e sarà presentata in anteprima mondiale al Salone di Ginevra all'inizio di marzo. Ha 5 posti, è lunga 414 cm, larga 178 cm e alta 166 cm, una gamma che comprenderà inizialmente due motori benzina (TwinAir e 1,4 litri) e un turbodiesel (1.3 Multijet II). Sindacati, imprese e istituzioni plaudono al segnale dato da Marchionne sul futuro di Mirafiori, dove i lavori per l'allestimento delle nuove linee cominceranno già a giugno. Soddisfatto il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota che dice di essere «ovviamente molto attento sulla tempistica»: «L'investimento – osserva – non serve soltanto alla Fiat, ma a tutto un sistema produttivo che ruota intorno all'automotive». Per il presidente degli industriali di Torino, Gianfranco Carbonato, «è un segnale molto positivo per Torino, la sua industria ed in particolare per le numerose aziende dell'indotto automotive» e la nuova produzione consentirà a regime un aumento del 2,5% del Pil torinese. Per l'Api, l'associazione delle piccole imprese «i passi annunciati vanno nella direzione giusta» e Intesa Sanpaolo garantisce il suo sostegno agli investimenti nel territorio. Fuori dal coro ancora una volta la Fiom. «L'investimento a Mirafiori è slittato di altri sei mesi, è congelato. Il dato che viene fuori dall'incontro tra Marchionne e le altre organizzazioni sindacali è questo: si sposta sempre avanti di sei mesi l'avvio della produzione», osserva il responsabile Auto, Giorgio Airaudo, che ribadisce l'intenzione di difendere in sede giudiziaria la rappresentanza della Fiom.
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Autore: Amalia Angotti