Alitalia: la vecchia gestione nel mirino della Corte dei Conti
Dopo l'inchiesta della magistratura romana, ora arriva anche l'istruttoria della Corte dei Conti del Lazio sul dissesto dell'Alitalia nel periodo 2001-2007, prima dell'avvento alla guida dell'azienda della Cai.
I magistrati contabili vogliono quindi accertare l'eventuale danno subito dall'erario per quella che è stata definita una gestione scellerata della società aerea.
E per questo motivo i giudici hanno chiesto ai colleghi di Piazzale Clodio di inviare loro l'inchiesta giudiziaria svolta sull'ipotesi di bancarotta e che ha coinvolto sette tra manager e funzionari dell'ex compagnia di bandiera.
Gli accertamenti penali sono terminati alcuni mesi fa e agli indagati è già stato notificato l'avviso di chiusura dell'indagine, atto che prelude, come è noto, alla richiesta di rinvio a giudizio.
L'accusa di bancarotta, a seconda dei casi dissipativa o distrattiva, è contestata – è detto nel capo d'imputazione a Piazzale Clodio – agli indagati con riferimento alla «dissipazione di beni aziendali», che ha cagionato «ingentissimi danni patrimoniali, con pregiudizio per i creditori e gli obbligazionisti».
E ciò, per i pm Francesca Loy e Stefano Pesci, coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi, attraverso «attività ed operazioni abnormi sotto il profilo economico, in sè gravosissime per un'impresa in situazione di costanti difficoltà economiche e finanziarie, e dissipative delle risorse pubbliche e private amministrate, perchè incidenti in maniera estremamente rilevante sul patrimonio sociale, pur essendo inesistente la prospettiva di vantaggi per la società».
Sono contestati penalmente anche due episodi di aggiotaggio riconducibili a notizie fornite al mercato in relazione alla creazione di due gruppi, Alitalia Fly e Alitalia Servizi, e in relazione all'interesse della compagnia aerea di acquisire la società Volare.(f.t.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)