Afghanistan, il governatore della banca centrale fugge negli Usa
Il governatore della banca centrale dell’Afghanistan, Abdul Kadir Fitrat, accusato dal governo di essere all’origine del collasso della prima banca del Paese, ha annunciato ieri le sue dimissioni. Ma non lo ha fatto dalla propria patria, bensì dagli Statu Uniti. Il dirigente ha rilasciato infatti un’intervista all’agenzia Reuters nello Stato della Virginia, spiegando di non aver potuto farlo sul territorio afgano, dal momento che una dichiarazione simile rilasciata a Kabul «avrebbe posto la mia vita fortemente in pericolo».
Al centro della vicenda c’è l’istituto di credito privato Kabul Bank, che nei mesi scorsi è finito nell’occhio del ciclone per uno scandalo che - oltre a Fitrat - ha coinvolto numerose personalità di spicco, tra cui anche il fratello del presidente Hamid Karzai. Da parte sua, il governo ha dichiarato di non essere a conoscenza delle dimissioni: il governatore non avrebbe dunque rimesso ufficialmente il proprio mandato. Il portavoce di Hamid Karzai, Uahid Omer, ha confermato che il nome di Fitrat figura nella lista degli accusati in mano alla magistratura afgana, ed ha dichiarato che quelle annunciate alla stampa americana «non sono delle dimissioni, bensì un tradimento del popolo afgano, ed un atto di grande irresponsabilità».
La vicenda della Kabul Bank ha tratto origine dalla scoperta di centinaia di prestiti privi delle necessarie garanzie che sono stati accordati all’élite politica del Paese. Il Fondo Monetario Internazionale ha calcolato l’ammontare complessivo in circa 900 milioni di dollari (639 milioni di euro).
Per questo in molti hanno paragonato la frode orchestrata dai dirigenti dell’istituto finanziario a quella di Bernard Madoff, ex finanziere statunitense condannato a 150 anni di reclusione per una maxi-truffa da 60 miliardi di dollari. ( Fonte: www.valori.it)