" Wall Street recupera sul finale" di Giancarlo Marcotti
Un’ora al termine delle contrattazioni, gli indici Usa, che erano partiti positivi, sono finiti in rosso dopo che per tutta la seduta avevano visto prevalere le vendite, poi, improvvisamente, recuperano e azzerano le perdite proprio nei sessanta minuti finali.
Non è chiaro cosa abbia fatto cambiare il sentiment sul mercato che, depresso per quasi tutta la seduta, ha trovato questa “reazione d’orgoglio” permettendo allo S&P500 ed al Nasdaq di terminare con un rialzo, mentre è rimasto in territorio negativo il DJ, ma dopo aver ridotto sensibilmente le perdite.
Le notizie provenienti dalla Spagna, non possono lasciare tranquilli gli investitori che guardano sempre con grande preoccupazione ai possibili sviluppi “violenti” della situazione che ormai si complica giorno dopo giorno.
Non era in programma nessuna diffusione di dati macro, quindi “si navigava a vista” e, come di consueto, in un simile contesto, a prevalere erano le vendite, cos’abbia fatto cambiare il vento, al momento, non è dato a sapersi, niente di male, anzi! Lo verremo a sapere domani (forse).
Nessun indizio “importante” dal comparto valutario, il dollaro ha guadagnato qualcosa nei confronti dello yen, nulla di che (+0,21%), tornando comunque sopra quota 78, si è invece indebolito rispetto alla moneta unica seppure nelle ultime ore da quota 1,296 abbia recuperato fino al livello di 1,292.
Dai Paesi del Bric notizie non confortanti, ma certamente non inattese, in Brasile continua ad essere negativo il dato sulla produzione industriale (e più delle attese), mentre il Pil della Russia scende, nel terzo trimestre a +4,0% dal precedente +4,9%.
Le difficoltà dell’economia mondiale non sono un mistero ed i dati non possono far altro che confermarle, detto questo, però, non occorre lasciarsi prendere dallo sconforto e bisogna guardare avanti.
Certo, il DJ a 13.482 punti lo S&P a 1.445 ed il Nasdaq a 3.120 punti in una situazione economica generale perlomeno problematica lasciano dubbi e perplessità, come è possibile che possano continuare a salire? Non è che si sia ecceduto con i QE? Magari poniamoci la domanda, ma non abbozziamo una risposta.
Dow Jones (-0,24%) non molti e poco significativi i rialzi di giornata, è da sottolineare però un nuovo massimo storico stabilito proprio oggi da uno dei titoli più importanti dello storico indice americano, ci riferiamo al petrolifero Chevron (+0,61%) che ha terminato le contrattazioni a 117,96 dollari superando così i 117,85 toccati lo scorso 20 settembre. A seguire troviamo il “rookie” Unitedhealth (+0,60%) e Microsoft (+0,58%).
Più numerosi i ribassi, maglia nera a E.I. Du Pont (-1,71%), poi McDonald’s (+1,15%) che conferma le difficoltà di questo 2012, infine Procter & Gamble (-0,95%).
S&P500 (+0,09%) in vetta ai rialzi, e non solo della giornata visto che è anche il best performer del 2012 con un eccellente +69,01% il biotecnologico Gilead Sciences (+2,57%), a seguire Citigroup (+1,56%) quindi un altro biotecnologico, Amgen (+1,49%).
Sul fondo della classifica Raytheon (-1,49%), seguito da Occidental Petroleum (-1,42%) ed infine Ford (-1,41%).
Nasdaq (+0,21%) con Apple che inverte improvvisamente la rotta, con tutto il mercato, proprio sul finale di seduta, trascinando con sé tutto il listino tecnologico. Anche oggi in vetta ai rialzi Research in Motion (+5,22%) che mette a segno il sesto rialzo consecutivo (clamoroso!). Bene anche Sandisk (+3,02%) ed il volatilissimo Green Mountain Coffe Roasters (+2,92%).
Sul fondo della classifica, invece, Expeditors Int. Washington (-2,70%), Randgold Resources (-2,14%) e Starbucks (-1,69%).