Wall Street, ondata di patteggiamenti in arrivo?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201104/sec-1.jpgSono in corso grandi manovre a Wall Street. Almeno stando alle rivelazioni fornite al Wall Street Journal da alcune fonti anonime. La Sec sarebbe nel pieno dei negoziati con quasi tutti i protagonisti del comparto bancario statunitense: JPMorgan Chase, Citigroup, Morgan Stanley, Merrill Lynch e UBS AG. Lo scopo è quello di raggiungere una serie di patteggiamenti relativi alle indagini sulle transazioni di prodotti finanziari legati ai mutui.

 

Alcune di queste trattative potrebbero andare a buon fine già dalla prossima settimana. Altre richiederanno, forse, dei mesi. Collettivamente si tratta del più importante tentativo di riconoscere ai colossi di Wall Street parte della responsabilità per la crisi. La questione di base è sempre la stessa: gli istituti di credito avrebbero messo in circolazione alcuni titoli legati ai mutui subprime, senza informare adeguatamente gli investitori sui rischi correlati. E alimentando la bolla immobiliare, che è poi collassata trascinando con sé la finanza mondiale. Ma la Sec non cerca un accordo con l'intero settore: le singole questioni sono diverse fra loro. Piuttosto, mira ad una serie di patteggiamenti specifici per ciascuna società.

 

Senza dubbio quest'azione sarà monitorata a stretto giro dal Congresso. È stata appena pubblicata la relazione conclusiva della commissione Levin-Coburn del Senato sulle cause della crisi. Che ha gettato pesanti ombre, fra gli altri, su Goldman Sachs e Deutsche Bank. Ma che ha solo il potere di “consigliare” alla Sec di intraprendere un'azione legale.

 

I patteggiamenti, se verranno raggiunti, rappresenteranno indubbiamente un esborso considerevole per gli istituti di credito. Anche se sarà difficile raggiungere i livelli di Goldman Sachs, che l'anno scorso ha pagato una maxi-multa da 550 milioni di dollari per evitare una causa relativa alla vendita di un Cdo. Ma in ogni caso potrebbero rivelarsi la strada più conveniente per entrambe le parti. Per le società finanziarie, che eviterebbero di arrivare alla conclusione del processo (con i danni, legali e di immagine, che esso comporta). E per l'authority, che in molti casi non riesce a dimostrare in sede legale la volontarietà della “cattiva condotta” degli imputati. ( Fonte: www.valori.it)

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