Wall Street. Il Dow Jones suona la carica
Il momento peggiore della crisi sembra ormai alla spalle, almeno guardando a Wall Street: l'indice degli industriali Dow Jones è ai massimi storici, quello dei tecnologici, il Nasdaq, raggiunge i livelli più alti dal 2000 e lo S&P 500 è vicino al record. Una situazione completamente diversa da quando il presidente Barack Obama ha assunto l'incarico: si è passati dall'emergenza "Grande Recessione", la tragica eredità lasciataglia dal presidente George W Bush, ai massimi in Borsa.
Da una Wall Street critica e "nemica" dell'amministrazione, a una che sembra premiarla. Dopo il crash del 1929, quello della "Grande Depressione", il Dow Jones ci ha messo 25 anni per tornare ai livelli nominali dai quali era sceso. In questo caso ce ne sono voluti cinque. Una strada tortuosa verso la vetta per il Dow Jones: nel marzo 2009, poco dopo l'insediamento di Obama, il listino a sceso ai minimi storici a 6.547,05 punti. Da allora è più che raddoppiato, salendo di oltre 7.500 punti e ora viaggia deciso sopra i 14.200 punti: si tratta di un nuovo record che manda in pensione la chiusura più alta della sua storia nell'ottobre 2007 (14.164,53 punti) e il massimo a 14.254 punti, superando così il precedente record storico di chiusura. Solo dall'inizio del 2013 il Dow Jones guadagna quasi il 9%, superando già i rialzi accumulati nell'intero 2013. Nei primi quattro anni di Obama alla Casa Bianca il listino è cresciuto del 71,71%, la perfomance migliore dai tempi del primo mandato di Bill Clinton. Una ripresa, quella del Dow Jones e di Wall Street affondate nel 2008 con la crisi finanziaria e le banche sull'orlo del collasso, dovuta ai maxi interventi a sostegno dell'economia americana: dal piano di stimolo da oltre 800 miliardi di dollari varato da Obama poco dopo assunto l'incarico, duramente criticato dai repubblicani, ai salvataggi delle banche e delle industrie, passando per la Fed, la vera protagonista della corsa degli indici: dal 2008 la banca centrale ha iniettato nel sistema oltre 3.000 miliardi di dollari di stimolo monetario e oltre 1 miliardo di dollari di finanziamenti per il salvataggio delle istituzioni. La corsa di Wall Street, che non sembra minimamente spaventata dai tagli automatici alla spesa, si contrappone una ripresa economica lenta e fragile agli shock. E soprattutto un mercato del lavoro ancora in difficoltà, che sembra confermare come l'economia reale sia quella piegata mentre la finanza e Wall Street, aiutate massicciamente durante la crisi, sono riprese a volare.
Fonte: www.americaoggi.info