" Wall Street guarda al futuro con ottimismo" di Giancarlo Marcotti
Cosa ha fatto salire oggi Wall Street? Vediamo gli indiziati.
I dati macro hanno battuto le stime, ma non sono risultati esaltanti, le prime richieste di sussidi alla disoccupazione, pur risultando leggermente migliori delle previsioni, sono aumentate di 4.000 unità, e gli ordinativi all’industria sono calati del 5,2%, il calo più sensibile da quattro anni a questa parte, ma anche in questo caso il consenso era per un dato ancora peggiore (-5,8%).
Non è però dai dati macro che può essere arrivato l’impulso agli acquisti.
Il primo dibattito televisivo per le presidenziali Usa che, con giudizio unanime, sembra sia stato vinto da Romney. Il candidato repubblicano è tradizionalmente visto come “preferito” dai mercati borsistici essendo tendenzialmente più liberista.
Non può essere il dibattito televisivo la motivazione che sta alla base del rialzo di Wall Street.
Il petrolio che rimbalza del 4,1% sembra il miglior segnale di un’economia mondiale che non vuole rassegnarsi alla recessione, ma anzi crede nelle possibilità di riprendere al più presto la strada dello sviluppo e della crescita.
Certo è una buona notizia, dopo una giornata come quella di ieri, veder nuovamente il petrolio oltre quota 92 dollari per barile, ma non può certo essere questa notizia a far scaturire ordini di acquisto a Wall Street.
Ed allora cosa ha fatto salire oggi Wall Street quando le Borse europee sono risultate perlomeno “fiacche”?
Personalmente ritengo che sia stato l’insieme delle motivazioni che ho indicato, poco correlate fra di loro (e quindi la cui somma diventa quasi aritmetica), ad aver sorretto gli acquisti che hanno portato, ad esempio, il Dow Jones ad un soffio da quota 13.600, un livello di assoluta eccellenza.
Ma non son stati da meno lo S&P500 ed il Nasdaq che quindi non han fatto altro che confermare come il rialzo sia stato “generalizzato” e non dipendente da singoli exploit, un sentiment positivo che ha contagiato molti investitori, sia privati che istituzionali.
Dow Jones (+0,60%) in vetta ai rialzi odierni Alcoa (+3,30%) al rimbalzo dopo un periodo assolutamente negativo che ormai si stava protraendo da quasi tre settimane. A seguire le due banche, c’era da aspettarselo, Bank of America (+3,29%) e JP Morgan (+2,35%) arrivata ormai in vista di quota 42 dollari, cosa che non si riscontrava dall’inizio dello scorso mese di maggio.
Pochi e di scarsa entità i ribassi, non c’è pace per Intel (-0,35%), seguita da Cisco Systems (-0,18%) ed IBM (-0,06%).
S&P500 (+0,72%) è arrivato anche il rimbalzo di Halliburton (+2,91%) sulla scia dei rialzi dei prezzi petroliferi, a seguire Freeport McMoran (+2,64%) e Citigroup (+2,64%), alla quarta seduta consecutiva in guadagno e lanciato nuovamente verso i massimi dell’anno.
Prese di profitto hanno riguardato Williams Co. (-0,79%) che termina sui minimi di seduta dopo aver ritoccato massimi che non vedeva dal 2008. In giù anche Starbucks (-0,79%), debole in questo periodo e Apple (-0,69%) che non conferma la buona seduta della vigilia.
Nasdaq (+0,45%) ottima seduta per Netflix (+6,54%), Nvidia (+4,49%) e Apollo Group (+3,24%).
Più contenuti i ribassi che hanno interessato soprattutto Ross Stores (-1,93%), Autodesk (-1,78%) e Sirius XM Radio (-1,10%).