Viaggi della speranza a luci rosse. Molte giovani madri spagnole sono costrette a prostituirsi, per dare una mano loro familiari - di Franco Zantonelli

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://new.caffe.ch/media/2013/11/21031_9_medium.jpgIl viaggio della speranza verso i postriboli ed i marciapiedi di Ginevra. Un tragitto della disperazione che molte giovani madri spagnole sono costrette ad intraprendere, per dare una mano loro familiari, ridotti in miseria dalla travolgente crisi economica. Il velo sull'esplosione di questa vera e propria prostituzione per fame, lo ha sollevato Marianne Schweizer, coordinatrice dell'Associazione ginevrina di aiuto alle lavoratrici del sesso (Aspasie).  "Nel 2010 le prostitute che esercitavano a Ginevra - dice Schweizwer, snocciolando dati inquietanti - e che provenivano dalla Spagna, erano 80 mentre oggi sono 320. Il loro numero, insomma, in tre anni si è quadruplicato".
È vero, poi, che se si va a controllare queste cifre in modo puntiglioso - come ha fatto la polizia - si scopre che non tutte queste donne, in realtà, sono realmente spagnole. Talvolta, infatti, passano dal Paese iberico provenienti da nazioni dell'Europa dell'Est. La Spagna per alcune di loro può anche essere solo una piattaforma di transito, che rende più agevole l'ingresso in Svizzera. Resta immutato, però, il grido d'allarme lanciato da Marianne Schweizer: "Sono madri che arrivano qui per dare da mangiare alla loro famiglia, perché a casa loro la situazione è diventata insopportabile." Succede a Ginevra, ma a quanto pare anche a Berna e Zurigo, che hanno registrato, man mano che la crisi economica si aggravava, un consistente aumento del numero delle richieste per esercitare la prostituzione da parte di donne residenti negli Stati europei più colpiti dalla dura recessione.
Va detto, comunque, che non sono solo aspiranti prostitute ad arrivare nella Confederazione, un po' alla ventura, in un clima che rimanda all'America della grande depressione. Personaggi che sembrano usciti dal romanzo "Furore", il mirabile racconto della crisi degli anni '30, scritto dal  premio Nobel della letteratura John Steinbeck. Le testimonianze delle organizzazioni di aiuto ai senza casa, soprattutto quelle religiose, documentano una sorta di migrazione di giovani madri, con figli al seguito, che la povertà ha catapultato, dalla Spagna e dal Portogallo, nella Svizzera Romanda. Soprattutto a Ginevra e a Losanna. Un caso su tutti quello di Amalia, una giovane portoghese, giunta nella capitale del Canton Vaud con il suo bimbo di due mesi. Di notte dorme in una struttura messa a disposizione da una parrocchia, di giorno vaga per la città, sedendosi ai tavolini dei fast food per allattare il suo piccolo.
"Riceviamo richieste d'aiuto da gente le cui condizioni di vita sembrano tornate indietro di 50-60 anni", è l'amara constatazione di un esponente della Chiesa riformata vodese. Una situazione analoga si registra pure in Ticino. "Dalla Spagna - ricorda Fra Martino Dotta, il cappuccino che opera in ambito sociale - arrivano soprattutto famiglie ecuadoriane  con bambini". La novità, semmai, è il fatto che, in coda per un pasto caldo o per un letto, troviamo sempre più dei poveri provenienti dall'Italia. "Singole persone ma, pure, interi gruppi familiari - spiega il religioso -. Tutta gente che ha perso il lavoro  e non può più far capo alla rete sociale del loro Paese. Sicuramente il peggioramento, rispetto allo scorso anno, è stato consistente. A conferma che la situazione economica e sociale italiana è davvero precipitata".
Fonte: www.caffe.ch
fzantonelli@caffe.ch

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