Vaticano e Montecitorio, i peccati taciuti della Capitale - di Mario Sommossa

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://m.ruvr.ru/data/2013/02/25/1338289054/4h_50706247.jpgPiù passano i giorni dalle dimissioni di Benedetto XVI e più diventa evidente che le ragioni di questo gesto rivoluzionario sono ben altre che l’età avanzata e la salute malferma.

Ciò che oggi sembra più verosimile e’ che il Papa, preso atto della sua incapacità a governare i conflitti tra le varie cordate e rimettere ordine morale nella Chiesa abbia deciso di “rimescolare le carte”, obbligando tutto il sistema a ripensare se stesso ed i propri equilibri.

Supposto che queste siano le sue vere intenzioni, confesso di non essere particolarmente fiducioso nel buon esito di tale manovra. D’altra parte, gli scandali ed i crimini, sia di carattere sessuale che di carattere economico, accompagnano da sempre la storia della massima istituzione religiosa del mondo cattolico anche se in Italia, molto più che in altri Paesi meno influenzati dalla vicinanza, la stampa ufficiale non ha mai troppo insistito sulla discrepanza tra la morale predicata e quella praticata dai predicatori.

Uno dei precetti meno osservati ancora oggi, come più di altri sanno i cittadini ed i tassisti romani, e’ l’obbligo della castità. Ed e’ proprio identificando in essa una delle radici del malessere che, da piu’ parti interne alla Chiesa stessa, se ne chiede l’abolizione e l’ultimo in ordine di tempo e’ stato il cardinale scozzese Keith O’Brian. Purtroppo, anche se fosse concesso ai preti di sposarsi, il problema non sarebbe del tutto risolto perché è noto come buona parte di loro abbia tendenze omosessuali non conciliabili, in Italia almeno per ora, con l’istituzione matrimoniale. Senza contare che il vero scandalo di molti prelati di vario grado è la pratica pedofila ai danni di innocenti bambini o di altrettanto innocenti giovani seminaristi. Questa si’ criminale e non sanabile.

Pochi anni or sono, un libro pubblicato da Kaos Edizioni “Via col vento in Vaticano” (naturalmente boicottato dai recensori ufficiali) descriveva, pur senza fare nomi, come le pratiche, definite in pubblico “contro natura”, fossero molto comuni all’interno delle mura. L’autore di quel libro, apparso anonimo, si scoprì poi essere un prelato di non altissimo piano che lavorava e viveva proprio all’interno del luogo e godeva quindi di un osservatorio privilegiato. Lo scrivente sottolineava come quelle attività sessuali avessero un influsso anche sulla gestione stessa degli affari interni al Vaticano a causa delle complicità e dei ricatti reciproci a cui davano origine.

Ricatti e complicità che, molto probabilmente, sono stati evidenziati anche nel rapporto stilato dai tre saggi ed anziani cardinali nominati da Benedetto XVI per far luce sulla questione del maggiordomo Gabriele e la fuga dei documenti riservati. Il processo interno ha portato alla conclusione che Gabriele abbia agito autonomamente e per superficialità e non, invece, come mano di un complotto interno, cosa che, per l’immagine della Curia, sarebbe stata molto più grave. Ma e’ lecito dubitare che si sia veramente trattato di una iniziativa individuale anche perché la “confessione” e’ arrivata solo dopo lunghi giorni e la prevedibile “grazia” papale non solo ha rimesso in libertà il colpevole, ma gli ha anche assegnato un nuovo ufficio vicino a Porta San Paolo, con tanto di targhetta sulla porta. Per svolgere quale nuova attività non e’ dato sapere.

Comunque, i documenti divulgati grazie al maggiordomo erano focalizzati su questioni economiche e relative lotte di potere intestine che, alla fine, giravano attorno allo IOR ed alla gestione dei fondi dei vari dipartimenti.

Quella della poca chiarezza sulle origini e soprattutto l’impiego delle finanze della Chiesa non e’ però una novita’ se si ricorda quanto accadde ai tempi di Sindona, dell’assassinio di Calvi e della fuga, protetta dall’immunita’ diplomatica, del cardinale Marcinkus (che terminò i suoi giorni giocando tranquillamente a golf in un placido resort in Florida nonostante la giustizia italiana lo domandasse). Da sempre, la segretezza che circonda la gestione dei fondi “sacri” e’ stata protetta con eccezionale accuratezza, nonostante (o forse proprio perche’) i molti sospetti e le piste che portavano al loro impiego anche in investimenti legati ai traffici di armi e di droga. Non bisogna stupirsi se dal primo gennaio perfino la Banca d’Italia, in passato sempre accondiscendente, sia stata costretta a bloccare tutti i bancomat e le carte di credito vaticane per la non trasparenza su conti e operazioni bancarie internazionali dello IOR.

La lotta interna più feroce, comunque, è esplosa e le nomine e gli avvicendamenti delle ultime ore in importanti posti di responsabilità potrebbero significare l’inizio della resa dei conti.

Ciò che tutti oggi si aspettano e’ un rinnovamento totale di tutti i vertici e la riscoperta di una vera vocazione etica. Esattamente quanto gli italiani vorrebbero anche dalla propria classe politica.

Forse è proprio questo rinnovamento che il vecchio Papa, dimettendosi, ha sperato di poter innescare.

Ma, come si teme che la riscoperta dei valori sociali e del “servizio alla collettività” sia molto improbabile per i politici italiani nonostante lo shock che avranno dai risultati elettorali, così resta il dubbio che anche vescovi e cardinali vogliano riuscire a capire il messaggio che la “bomba” di Benedetto XVI ha di fatto lanciato.

Fonte: http://italian.ruvr.ru/2013_02_26/Vaticano-e-Montecitorio-i-peccati-taciuti-della-Capitale/

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post