Usa, tensione sul debito: impenna il costo dei Cds
La tensione per il debito pubblico statunitense resta altissima.
E lo segnalano i mercati: che vedono una rapida crescita del costo per i Cds che servono a tutelarsi contro il rischio default.
L'amministrazione di Barack Obama è nel pieno delle trattative per innalzare il tetto dell'indebitamento americano, che attualmente ammonta a 14.300 miliardi di dollari.
C'è tempo fino al 2 agosto per raggiungere l'accordo, che scongiurerebbe l'eventualità di un default storico della prima economia del mondo.
Nella giornata di ieri l'agenzia di rating Moody's ha fatto sapere che gli Stati Uniti rischiano – per la prima volta dal 1917 – di perdere la propria tripla A. E presto le altre agenzie potrebbero seguire l'esempio, amplificando l'allarme nei mercati.
Le conseguenze sono state immediate.
Il costo per assicurare il debito sovrano americano contro il default è schizzato in avanti dell'8%. Per proteggere l'equivalente di 10 milioni di dollari di titoli emessi dal Tesoro statunitense, i credit-default swap hanno raggiunto quota 0,56%.
Tali strumenti derivati, infatti, fungono di fatto da assicurazioni contro l'eventuale default del soggetto emittente: in questo caso il governo americano. E il costo di protezione su un investimento di tale entità è pari a 56 mila euro (su un periodo di cinque anni), in crescita rispetto ai 52 mila euro di mercoledì scorso (per i titoli annuali, il dato è ancora più alto: 63 mila euro contro i precedenti 54 mila).
Resta ancora molto lontano il record storico del marzo 2009, quando si era raggiunto il costo di 100 mila euro all'anno a titolo di protezione per un investimento di cinque anni. Ma senza dubbio l'aumento registrato giovedì è segno che il mancato accordo sul tetto massimo da fissare per il debito pubblico rende sempre più inquieti i mercati.
( Fonte: www.valori.it)