Usa, si ritira Barney Frank: riforma della finanza a rischio?
C’è molto di più che un semplice “ritiro” nella decisione del deputato americano Barney Frank di non ripresentarsi alle prossime elezioni. L’annuncio di una mancata ricandidatura, al termine del suo mandato, ha generato crescente preoccupazione nel partito democratico: Frank è stato, infatti, uno dei due cofirmatari della maxi-riforma dei mercati finanziari che è stata approvata nel luglio del 2010. E che ancora, in buona parte, dev’essere introdotta concretamente nel sistema. Proprio la necessità di proseguire lo sforzo per il cambiamento, rende secondo molti osservatori fondamentale la figura del deputato: uno dei più accaniti assertori del bisogno di regole nuove per Wall Street, e per questo uno dei più competenti ed efficaci contraltari di chi invece - soprattutto nel partito repubblicano - vorrebbe ammorbidire fortemente il giro di vite imposto dal Dodd-Frank Act. Basti pensare che fu proprio il settantunenne membro del Congresso a guidare la Commissione sui Servizi finanziari già nel 2008, ai tempi del maxi salvataggio del mondo finanziario, costato 700 miliardi di dollari (ma noto è anche il suo impegno in favore del riconoscimento dei diritti degli omosessuali, così come per un forte ruolo dello Stato nell’edilizia sociale). Jaret Seiberg, analista senior al Washington Research Group, ha spiegato all’agenzia Bloomberg che a questo punto i repubblicani si fregano le mani, convinti che l’opposizione alla riforma, diventerà ben più facile. E un sentimento simile attraversa il mondo bancario. Secondo alcune indiscrezioni, il posto di Frank nella Commissione potrebbe essere preso da Maxine Waters, democratico californiano. In lizza per la poltrona ci sono però anche Carolyn Maloney e Mel Watt, tutti impegnati in prima persona nei negoziati per l’attuazione della riforma. ( Fonte: www.valori.it)