Usa, Ocse: « Disuguaglianze all’origine della crisi»
Gli Stati Uniti continuano ad essere un Paese economicamente e socialmente colmo di contraddizioni. Secondo l’ultima analisi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), pubblicata ieri, gli Usa figurano tra i quattro Paesi sviluppati - insieme a Cile, Messico e Turchia - dove le disuguaglianze risultano più marcate. Una condizione, tra l’altro, che perdura ormai da lungo tempo: «Dal punto di vista dei redditi le disparità non hanno cessato di aumentare negli ultimi quattro decenni», ha spiegato l’organismo internazionale.
Tra le principali cause di tali disuguaglianze ci sono la scarsa mobilità sociale e le ricadute “sistemiche” del problema. L’istituto spiega senza mezzi termini che «la disomogeneità delle condizioni sociali negli Stati Uniti è stata identificata come una delle cause della crisi finanziaria, dal momento che lo sfruttamento dei prodotti subprime potrebbe essere stato indotto proprio dalle difficoltà economiche di parte della popolazione».
Anche per questo l’OCSE invita il governo americano a «limitare gli aiuti fiscali concessi ai redditi più alti». Una misura chiesta a più riprese da Barack Obama, che si scontra però con un Congresso repubblicano non favorevole ad un giro di vite sulle fasce più agiate. ( Fonte: www.valori.it)