Usa, lecito (ma discutibile) l'acquisto di Lehman da parte di Barclays

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Ha dato ragione a Barclays il giudice chiamato a decretare se, nel 2008, ci siano state irregolarità nell'acquisto di una serie di attività di Lehman Brothers.

Nelle 103 pagine della sentenza, depositate ieri al tribunale fallimentare di Manhattan, il giudice James Perk ha tuttavia spiegato che la tormentata vendita di Lehman a Barclays non è stata certo esente da imperfezioni. Mancano, però, le prove per ritenerla illecita.

Nessun risarcimento, quindi, per Lehman, che aveva mosso questa causa milionaria contro il colosso bancario britannico nel tentativo di recuperare quelli che definiva come «guadagni illeciti» pari a 11 miliardi di dollari. Infatti, nel turbolento settembre del 2008, in cui venivano letteralmente svenduti i pezzi dell'istituto di credito statunitense a pochi giorni dal suo clamoroso tracollo, Barclays si era aggiudicata, tra le altre cose, le divisioni di brokeraggio. Ma, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto uno sconto di 5 miliardi di dollari tramite trattative segrete e illecite con alcuni dirigenti. Barclays, da parte sua, ha sempre sostenuto che l'accordo, condotto in buona fede, fosse l'opportunità migliore per la stessa Lehman.

Le lacune nella trasparenza, secondo il giudice, ci sono state, ma «non hanno influito sulla liceità né sull'esito delle transazione»: non si è trattato, dunque, di «cattive condotte intenzionali». Nella sentenza si esamina anche la questione della cosiddetta “lettera di spiegazioni”, elemento cruciale delle indagini. Questa lettera - necessaria per rendere noti i dettagli dell'operazione e gli asset da trasferire a Barclays - non è mai stata ufficialmente approvata; ma, afferma Perk, entrambe le parti ne erano a conoscenza. Al momento, i portavoce di entrambi gli istituti di credito hanno preferito non rilasciare dichiarazioni.

( Fonte: www.valori.it)

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