USA: I tagli automatici del " sequester" colpiscono i poveri
" Non c'è un piano né al Senato né alla Casa Bianca per sostituire il sequester". Parla John Boehner, presidente della Camera in un'intervista durante il programma Meet the Press della Nbc.Il sequester, come si sa, sono i tagli automatici alle spese pubbliche che la Camera ed il Senato avevano approvato per costringere se stessi a raggiungere compromessi per ridurre il deficit federale in maniera bipartisan. I tagli automatici avrebbero dovuto funzionare come autoricatto per presentarsi di buona voglia perché includono tagli ai programmi domestici cari ai democratici, ed anche alla difesa, cara ai repubblicani.
La scommessa era dunque che invece di "bere il veleno" dei tagli indiscriminati si sarebbe raggiunto qualche compromesso a lungo termine che avrebbe messo in ordine i conti del bilancio federale. Sembra però che i democratici abbiano perso la scommessa perché i repubblicani non hanno nessuna intenzione di fare compromessi.
Il presidente Obama vorrebbe aumentare le tasse ai benestanti eliminando alcune detrazioni molto favorevoli per loro e per fare piacere ai repubblicani apportare dei ritocchi ai programmi sociali come Social Security e Medicare. Tutto fa prevedere che il sequester rimarrà in effetto fino a settembre di quest'anno causando seri disagi ai più poveri ma anche al personale delle forze armate.
Anche l'economia ne soffrirà dato che il Congressional Budget Office stima che 700.000 posti di lavoro verranno persi, molti dei quali occupati da donne. I repubblicani ci dicono spesso che il governo non crea posti di lavoro ma ovviamente si sbagliano. Inoltre si taglieranno 424 milioni all'Headstart, il programma prescolare per famiglie di basso reddito, che aiuta i bambini nella prima parte della loro attività accademica. Un milione di poveri perderanno diritto alla social card per comprare il cibo.
C'è sempre la possibilità che il presidente Obama e i repubblicani alla Camera si mettano d'accordo e sospendano il sequester. In caso contrario questi tagli automatici ridurranno il deficit federale di mille miliardi di dollari in dieci anni. Se si aggiungono i tagli di 1500 miliardi effettuati nel 2011 e gli altri 700 miliardi dell'accordo per prevenire il "fiscal cliff", in grande maggioranza attraverso gli aumenti delle tasse ai benestanti, ci si avvicina ai quattromila miliardi di tagli. Questa è la cifra che il presidente e i repubblicani avevano programmato nel "grand bargain" che non andò in porto.
Il bilancio annuale mediante tutti questi tagli verrà ridotto da 1200 miliardi l'anno scorso a 900 di quest'anno e circa 476 miliardi per la fine del secondo mandato di Obama. Ancora cifre notevoli ma meno del 3 percento della gigantesca economia americana. In effetti, sembrerebbe dunque che i repubblicani abbiano vinto la scommessa anche se devono ingoiare il rospo dei tagli alla difesa. Ciò non sembra preoccupare tanto i repubblicani come si credeva. L'ala destra vicina al Tea Party si preoccupa più di ridurre il governo, al diavolo anche le forze militari.
Se c'è una sconfitta per i repubblicani dunque dovrebbe vedersi nei mancati tagli a Social Security e Medicare sui quali Obama aveva indicato una certa propensione a mettere in atto. Adesso che il Gop sembra essere soddisfatto con i tagli, il presidente ha perso il suo punto di forza e non gli resta che attaccare i suoi avversari cercando di convincere il pubblico che il sequester avrà effetti molto negativi.
Sfortunatamente questi effetti negativi si noteranno poco a poco senza le catastrofi che farebbero paura all'americano medio. Quindi una mezza vittoria per i repubblicani che si sono abbuffati di tagli anche se non sono riusciti nel loro intento di potare Social Security e Medicare.
Sfortunati anche i repubblicani che nonostante la loro apparente "vittoria" non possono gioirne e continuano a dire che Washington continua a spendere troppo. Gli americani ci credono non accorgendosi dei tagli già in progresso continuando ad accettare la retorica repubblicana sulle spese del governo.
È ironico che la "sconfitta" repubblicana di non essere riusciti a ritoccare Social Security e Medicare rappresenti anche una possibile sconfitta per gli americani. Si calcola che alla fine di questo decennio 40 milioni di americani avranno diritto di ai benefici di questi programmi dato che la generazione dei "baby boomers" raggiungerà la sessantina di anni. Si tratta di un peso che graverà sul bilancio statunitense.
Nulla da preoccuparsi però. Paul Ryan, il vice di Mitt Romney alle scorse elezioni presidenziali, attuale chairman della commissione sul bilancio alla Camera, ha già rispolverato il suo piano per "salvare" questi programmi privatizzandoli come voleva fare George Bush. Quando i repubblicani ci dicono che vogliono salvare i programmi sociali ai quali loro si sono sempre opposti bisogna fare molta attenzione ai loro cavalli di troia.
Fonte: www.americaoggi.info
*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California
(dmaceri@gmail.com)