USA, George (Fed): «Ricavi bancari figli di nuovi rischi»
L’incremento dei ricavi delle principali banche degli Stati Uniti potrebbe non costituire, di per sé, una buona notizia per il comparto. Dietro alle performance positive degli istituti di credito della prima economia del mondo, infatti, potrebbero nascondersi comportamenti pericolosi, capaci di minare la stabilità dell’intero comparto. Ad esserne convinta è Esther George, dirigente della Federal Reserve di Kansas City, che ieri ha lanciato un nuovo allarme. Secondo la responsabile della banca centrale statunitense, «i gruppi bancari hanno registrato ricavi in crescita continua a partire dal 2009. Ma tale miglioramento è legato principalmente ad una riduzione dei capitali accantonati per fronteggiare i prestiti “tossici”». Un’operazione di maquillage finanziario, dunque, che rischia di mettere nuovamente in pericolo le banche. Queste ultime «ipotizzano un calo del numero di prestiti che potrebbero presentare delle insolvenze da parte dei clienti debitori. Ma tenendo conto da una parte della congiuntura economica mondiale, e dall’altro delle difficoltà nel mercato immobiliare americano, si tratta di una politica temeraria. Il problema è duplice, dal momento che se la salute del settore finanziario lascia a desiderare, ciò limita anche la capacità di ripresa dell’intero sistema», ha aggiunto la George. Il numero di prestiti per i quali si riscontrano difficoltà di rimborso, inoltre, resta storicamente molto elevato, nonostante “l’ottimismo” delle banche. ( Fonte: www.valori.it)