Usa, commissioni sullo scoperto al vaglio dei regolatori
La lente del Consumer Financial Protection Bureau statunitense sarà puntata anche sulle commissioni imposte dalle banche sullo scoperto. Lo rende noto il Wall Street Journal. Già nel 2009 la Federal Reserve aveva vietato che tali costi aggiuntivi venissero applicati anche ai casi di scoperti non autorizzati dai clienti. Ora la nuova authority, fondata nel 2010 a seguito del Dodd-Frank Act, ha annunciato di voler richiedere informazioni approfondite alle banche più importanti (non è stato reso noto, nello specifico, di quali si tratti). E di voler studiare un metodo per rendere più comprensibili i documenti sui conti correnti. Si cerca, in sintesi, di far sì che i consumatori non si trovino di fronte a spese impreviste. Proprio in una fase in cui le nuove norme imposte a livello federale comporteranno un aumento dei costi per gli istituti: e si teme che questi vengano, in seguito, scaricati sui clienti.
L'American Bankers Association ha dichiarato che la maggior parte dei consumatori non paga le commissioni sullo scoperto e che non mancano gli accorgimenti per evitarle. Ma i regolatori temono che alcune banche le calcolino in un modo che non risulta chiaro e comprensibile: e che non stiano seguendo la scia delle “best practices” che sono state loro indicate. Attualmente, le commissioni sullo scoperto possono arrivare anche a 35 dollari. Stando a uno studio condotto nel 2008 dalla Fdic, l'84% di esse pesa sul 9% dei conti correnti. ( Fonte: www.valori.it)