" Unicredit: toh! Chi si vede!" di Giancarlo Marcotti

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

L’Italia è un Paese meraviglioso, questa è un’affermazione oggettiva, inconfutabile, e gli italiani?

FotoSketcher - giancarlomarcotti-copia-1Non mi sbilancio, di certo il periodo di maggior splendore culturale, il nostro Paese lo ha vissuto quando non si chiamava Italia, e fra le masse contadine nasceva il detto “o Francia o Spagna, purché se magna”.

Un popolo di meschini? No! Non si merita un appellativo così spregevole, però … non possiamo negare che una delle caratteristiche degli italiani è quella di correre sempre in soccorso dei vincitori.

Sta avvenendo questo anche con l’aumento di capitale Unicredit?

Direi di sì.

Torniamo indietro di una ventina di giorni, attenzione non mesi o anni, sto parlando di meno di tre settimane fa. Il Consiglio di Amministrazione di Unicredit annuncia i termini nei quali si svolgerà l’aumento di capitale più importante della storia italiana e la reazione qual è stata?

Un fuggi fuggi generale! Anzi molto di peggio! Tutti a defilarsi, nascondersi. Unicredit? Ehhh che è? Io non la conosco, forse ho avuto qualche azione, ma saranno anni che le ho vendute! Poi più avuto nulla a che fare. Insomma questo il tono delle dichiarazioni che si sentivano.

L’emblema di tutto ciò? Il fondo americano Blackrock, uno dei maggiori al mondo, comunica di essere sceso sotto la soglia del 2%, salvo poi smentire tutto ed annunciare che era un errore?!? Un errore?!? E nessuno prende provvedimenti per una cosa così grave?!? Ma Consob che ci sta a fare?!? Ma sapete quante persone e gestori di altri fondi di investimento minori hanno magari preso la decisione di vendere a loro volta vista l’annunciata scelta di Blackrock di ridurre drasticamente la propria quota?

E poi?!? Scusate (anzi neppure quello, neppure le scuse) è un errore, e … non è successo nulla?!? Il Paese delle banane!!!

Passano venti giorni e leggete i giornali oggi. La corsa degli imprenditori italiani a sottoscrivere l’aumento di capitale per entrare fra gli azionisti di peso all’interno dell’Istituto di Piazza Cordusio.

L’emblema di tutto ciò? La famiglia Marcegaglia con la Emma in primo piamo che “prenota” uno 0,5% del capitale, ai prezzi d’oggi un investimento per circa 50/60 milioni di euro.

Ma a muoversi è il meglio (per chi non avesse capito è ironico) o meglio il peggio dell’imprenditoria italiana due nomi su tutti, quei ciabattini (mi scusino i veri artigiani della calzatura) dei Della Valle di Tod’s e Mario Moretti Polegato di Geox, ex (o tutt’ora?) grande amico di Profumo.

Insomma avete capito, quando la sterminata moltitudine di piccoli azionisti è andata a rompere il salvadanaio pur di dare ancora, per l’ennesima volta, fiducia a Unicredit e, di converso, all’Italia in generale, facendo tramutare un disastro annunciato in un successo, beh! Ecco allora che si muovono i profittatori, gli opportunisti, quelli che salgono sul tappeto rosso per farsi vedere alla sfilata. Spregevoli!

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