Ungheria, «pronto un taglio alle tasse sulle banche»
Il governo ungherese sta pensando ad un “patto” con il sistema bancario locale. L’esecutivo potrebbe infatti decidere di approvare un piano di riduzione della tassazione speciale imposta sugli istituti di credito, in cambio di un incremento sostanzioso del flusso di credito erogato a cittadini ed imprese. A rivelarlo è stato questa mattina il quotidiano Nepszabadsag, che cita una dichiarazione del sottosegretario di Stato all’Economia Andras Karman.
Lo sconto potrebbe dunque alleggerire le imposte che attualmente gravano sulle banche locali, dopo che il governo si è impegnato a non estendere oltre il 2012 le tassazioni speciali sull’industria, ad eccezione proprio di quelle che devono essere corrisposte dagli istituti di credito. Budapest non può infatti rinunciare del tutto a rastrellare capitali attraverso i tributi pagati dalla finanza, soprattutto dopo aver pianificato - nei mesi scorsi - un imponente piano di tagli alla spesa pubblica: 900 miliardi di fiorini (4,6 miliardi di dollari) tra il 2013 ed il 2014. Si tratta di una manovra che toccherà anche, e fortemente, i servizi sociali: saranno ridimensionate, tra le altre cose, le pensioni di invalidità, saranno tagliati i sussidi sui medicinali e sarà ridotto fortemente il numero dei prepensionamenti.
D’altra parte quella ungherese fu la prima economia del Vecchio Continente a chiedere ed ottenere un prestito d’emergenza, nel 2008, dal Fondo Monetario Internazionale, al fine di superare la fase di crisi internazionale. In cambio, il governo impose appunto tasse straordinarie sulle banche, sul settore dell’energia, sulle vendite retail e sui business legati alle telecomunicazioni. ( Fonte: www.valori.it)