Ue, crolla il Pil pro capite nelle Regioni italiane

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.regioni.it/public/image/newsletter_foto/20100218160707.gifCrolla la posizione delle regioni italiane nella graduatoria delle quaranta regioni europee con il più alto livello di prodotto interno lordo pro capite. Dal 1997 al 2008 il numero delle Regioni italiane presenti in questa classifica passa da dieci a tre, mentre quelle del Mezzogiorno – già ben al di sotto della media europea nel '97 - continuano a perdere posizione. È il quadro che emerge dallo studio «Il Prodotto interno lordo pro-capite regionale europeo: livelli e dinamiche», condotto dal dipartimento per le Politiche di coesione economica e sociale per il Mezzogiorno della Cgil su dati Eurostat relativi al Pil pro capite regionale per il 2008, espresso in parità di potere d'acquisto, per le 271 regioni europee.

Dallo studio Cgil, prodotto per rilanciare le ragioni dello sciopero generale del 6 maggio, emerge che il Pil pro capite medio europeo per il 2008 presenta un valore pari a 25.100 euro espresso in parità di potere d'acquisto. Una media frutto di un'oscillazione compresa tra il valore più basso, che si colloca al 28% del dato medio europeo e riscontrabile per la regione bulgara di Severozapaden (7.100 euro) e il valore più elevato, pari al 343% del dato medio europeo individuato nella regione del Regno Unito Inner London (con un reddito di 85.800 euro e dove tra l'altro risulta collocata la capitale inglese). Tra le prime venti Regioni con il più alto livello del reddito pro capite, in ben sette sono presenti delle capitali: Londra, il Granducato del Lussemburgo, Bruxelles, Praga, Parigi, Stoccolma, Vienna. Tra le quaranta regioni con il più alto livello di reddito pro capite (superiore al 125% rispetto alla media nazionale) troviamo 10 regioni tedesche, 5 olandesi, 4 austriache e, con 3 regioni ciascuna, Spagna e Italia (Bolzano 137% con 34.300 euro, Lombardia 134% con 33.500 euro ed Emilia Romagna 127% con 31.900 euro), con 2 regioni sia Belgio che Finlandia.

Infine con una regione ciascuna la Repubblica Ceca, la Danimarca, l'Irlanda, la Francia, la Slovacchia, la Svezia e chiaramente il Lussemburgo.

Per quanto riguarda l'Italia, nel 1997 presentava ben 10 regioni tra le quaranta: Lombardia (11esima), Bolzano (12esima), Emilia Romagna (15esima), Valle d'Aosta (21esima), Provincia autonoma di Trento (22esima), Veneto (23esima), Lazio (27esima), Piemonte (31esima), Friuli Venezia Giulia (36esima) e Toscana (39esima). Dieci anni più tardi presenta solo 3 regioni in posizioni di retrovia: Provincia Autonoma di Bolzano al 23esimo posto, Lombardia al 28esimo ed Emilia Romagna al 36esimo. La Lombardia presentava, nel 1997, un reddito pro capite superiore rispetto al dato medio europeo del 161% mentre nel 2008 il dato è arretrato al 134%. Stessa dinamica per le altre due regioni: la Provincia Autonoma di Bolzano passa dal 159% al 137% così come l'Emilia Romagna passa dal 152% al 127%. Dal 1997 al 2008 delle 20 regioni che presentavano il reddito pro capite più elevato, undici anni più tardi ne rimangono ben quindici.

Escono dalla graduatoria: Stoccarda, la Provincia di Anversa, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Lombardia e l'Emilia Romagna. Per quanto riguarda invece le prime 40 regioni, nel 2008 rispetto al '97 solamente nove regioni non sono più presenti tra le quaranta regioni con il reddito più elevato e sono la regione tedesca di Colonia, quella inglese del Chesire e ben 7 regioni italiane: Valle d'Aosta, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Lazio, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Toscana. Il rapporto del sindacato si sofferma poi sui «Mezzogiorni d'Europa», ovvero quelle aree marginali, con livelli di reddito inferiori al 75% rispetto alla media europea.(b.l.)

( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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