TTF, Bruxelles: peserebbe meno del previsto sul Pil
La tassa sulle transazioni finanziarie favorirà la crescita in Europa. Ad esserne convinta è la Commissione di Bruxelles, che per rafforzare la propria indicazione di introdurre il prelievo fiscale ha affinato i suoi studi di impatto. Secondo questi ultimi, l’imposizione di una tassazione pari allo 0,1% sulle compravendite azionarie ed obbligazionarie, e dello 0,01% sui prodotti finanziari derivati, comporterebbe costi in più pari solamente allo 0,28% del Pil di qui al 2050. Si tratta di una quota nettamente inferiore rispetto allo 0,53% stimato inizialmente. Di contro, occorre tenere conto del flusso di introiti per le casse pubbliche derivanti dalla stessa TTF, che sarebbero pari a 57 miliardi di euro all’anno: se ben utilizzati, prosegue l’organismo esecutivo dell’Unione europea, potrebbero costituire un enorme risorsa per stimolare la crescita e la ripresa dell’economia nel Vecchio Continente.
Nonostante tali calcoli, l’opposizione di alcuni Stati resta ancora forte. In particolare la Gran Bretagna e la Svezia mantengono una posizione decisamente contraria all’introduzione della TTF, mentre Francia e Germania, favorevoli, sono intenzionate a non mollare la loro opera di convincimento dei partner comunitari. Alla fine dello scorso mese di marzo, il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaüble, proprio per superare l’impasse, aveva proposto di studiare una tassa più semplice. Il nuovo presidente francese François Hollande potrebbe però rilanciare fortemente l’imposta, ponendo la sua introduzione come una conditio sine qua non per mantenere inalterato il patto di stabilità. ( Fonte: www.valori.it)